Mercoledì 20 Febbraio 2013

Prima sparano, poi rapinano
Terrore in una villa a Covo

Terrore ieri sera in una villa nelle campagne di Covo, dove tre banditi incappucciati, armi in pugno hanno preso in ostaggio un imprenditore e la sua famiglia poco dopo l'ora di cena. Erano circa le 20 quando i tre hanno atteso che l'uomo facesse rientro a casa dopo il lavoro, nella sua villa di via Gregis 139, la strada provinciale 102 che collega Covo a Calcio.

Quando l'imprenditore, Virgilio Bazzardi, titolare dell'autoricambi Vbf di Caravaggio, è arrivato con la propria auto, loro avevano già scavalcato la recinzione della villa e lo aspettavano nel giardino. L'hanno bloccato e, sotto la minaccia delle armi, l'hanno costretto ad avvicinarsi alla porta d'ingresso per entrare in casa.

La moglie, di origini brasiliane, pare abbia visto quel che stava accadendo fuori in giardino e si è rifiutata di aprire la porta. A quel punto, uno dei tre ha sparato un colpo di pistola verso terra, che ha convinto la donna ad aprire. I banditi hanno spinto dentro l'imprenditore e sono entrati dietro di lui.

Dentro, oltre alla moglie, c'era la figlia, una bambina attorno ai 10 anni. Sempre con le pistole puntate, i tre - che parlavano italiano - hanno costretto i padroni di casa a consegnare gioielli e contanti che c'erano nella villa. Il commando si è impossessato di due orologi Rolex, di alcuni monili e di denaro contante che secondo una prima stima ammonterebbe a 200-300 euro.

Una volta agguantato il bottino, i tre banditi sono usciti in fretta e furia dall'abitazione e sono scappati, pare a bordo di un'automobile dove, forse, ad attenderli c'era un complice che faceva da palo. La banda si è poi dileguata nel buio riuscendo a far perdere le tracce. Sul posto sono prontamente intervenuti i carabinieri di Calcio, di Romano e il radiomobile di Treviglio, mentre poco più tardi sono arrivati anche gli uomini della Scientifica per i rilievi.

Sotto choc l'imprenditore, la moglie e la figlioletta, che hanno vissuto attimi di terrore sotto la minaccia delle pistole. La villa dell'imprenditore, situata sulla provinciale che collega il paese con l'abitato di Calcio, è in un luogo piuttosto isolato e, secondo le prime verifiche, nessun altro testimone avrebbe assistito all'assalto del commando, né avrebbe visto nulla di quanto stava accadendo in giardino.

Nessuno avrebbe nemmeno sentito il colpo di pistola sparato a terra a scopo intimidatorio, per convincere la signora che i tre non stavano affatto scherzando. Una volta riusciti a entrare nell'abitazione, i banditi avrebbero costretto l'imprenditore, la moglie e la figlioletta a stare immobili nel salotto di casa, in attesa di racimolare il bottino, il cui valore non è stato ancora quantificato.

Dopo l'assalto a due famiglie di Calolziocorte, domenica da parte di un commando di tre individui che, anche in quel caso, ha sparato un colpo di pistola in aria per terrorizzare e costringere a consegnare il bottino, torna a far paura l'ipotesi di una nuova stagione della banda delle rapine in villa. Ieri, dopo il terzo raid in tre giorni, i carabinieri si sono messi sulle tracce dei banditi, ma fino a tarda sera le ricerche si erano concluse con un nulla di fatto.

Fabrizio Boschi

fa.tinaglia

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