Giovedì 28 Febbraio 2013

Coldiretti Bergamo e l'etichetta:
valorizza anche la carne di cavallo

La carne di cavallo proveniente dagli allevamenti bergamaschi, controllati e in regola con le norme sanitarie, non solo è sicura ma è un ottimo alimento. Così la Coldiretti provinciale, che sottolinea come è anche per tutelare le produzioni di qualità che è necessaria un'etichettatura chiara e completa in modo da dare la possibilità al consumatore di fare scelte consapevoli ed evitare psicosi ingiustificate.

Infatti la paura diffusa e l'impossibilità di riconoscere con precisione cosa si mette nel piatto in diverse occasioni ha determinato il crollo generalizzato dei consumi e messo in evidenza quanto siano indifesi consumatori e produttori.

La Coldiretti bergamasca rileva che oggi ci troviamo a fare i conti con il fatto che carne di cavallo viene spacciata come carne di manzo, senza alcuna indicazione in etichetta. 

In Italia lo scambio di carni all'insaputa dei consumatori è vietato dal decreto legislativo 109 del 1962 che obbliga ad indicare in etichetta la specie animale da cui proviene la carne utilizzata come ingrediente.

Secondo la Coldiretti bergamasca questa vicenda ha dimostrato  il giro vorticoso di partite di carne che si spostano da un capo all'altro dell'Europa attraverso intermediazioni poco trasparenti. Un meccanismo che rende difficile risalire all'origine delle contaminazioni sia per le multinazionali che per le piccole aziende, che dovrebbero invece valutare concretamente l'opportunità di risparmiare sui trasporti per acquistare prodotti locali che offrono maggiori garanzie di qualità e sicurezza alimentare.

Sono aumentati del 37 per cento gli italiani che verificano la provenienza degli alimenti da mettere nel carrello di fronte alle rincorrersi delle emergenze alimentari, secondo una indagine Coldiretti/Swg dalla quale si evidenzia che il 47 per cento degli italiani preferisce acquistare prodotti alimentari locali che offrono una maggiore garanzia nei confronti delle frodi favorite dai lunghi trasporti e dalle troppe intermediazioni nel commercio dei prodotti alimentari come dimostra lo scandalo della carne di cavallo.

r.clemente

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