Venerdì 15 Marzo 2013

Il «Matteo Rota» è vuoto
ma arrivano ancora pazienti

Il progetto è già avviato: installare al vecchio «Matteo Rota» un centro prelievi gemello di quello aperto al nuovo ospedale alla Trucca, riservato a categorie protette, come anziani, disabili, bambini. Questo per alleviare i disagi di utenti che trovano complicato recarsi fino al Papa Giovanni XXIII.

Nel frattempo il «Matteo Rota» è stato svuotato, con gli ambulatori di Ortopedia e Traumatologia prima qui alloggiati, ma ora dislocati nella nuova sede alla Trucca dell'Azienda ospedaliera, eccezion fatta per alcuni ambulatori di fisioterapia (la sede è a Mozzo) e per il centro di ricerca cellulare Lanzani: però, e sono cittadini e utenti dell'ospedale a segnalarlo, nella struttura di via Garibaldi continuano ad arrivare pazienti.

Alcuni convinti di potersi fare visitare qui, per ortopedia o traumatologia, altri per accedere al centro senologico (anche questo ora nel Papa Giovanni XXIII). «Ogni giorno arrivano pazienti con l'impegnativa rossa di visita ortopedica credendo che funzionino ancora gli ambulatori. In verità ora ci sono alcuni ambulatori in cui i tecnici di fisioterapia eseguono cicli di riabilitazione, ma la direzione e il reparto sono ubicati a Mozzo - racconta un utente che ha visto con i suoi occhi il disguido, essendo anch'egli in cura fisioterapica, ancora al «Matteo Rota» -. I cittadini non sono informati e penso che gli stessi medici di famiglia siano all'oscuro di questo problema. Per di più all'ingresso del Matteo Rota ancora è appesa una grande insegna in cui si fa riferimento al centro di senologia e agli ambulatori di ortopedia».

Non è solo un problema di cartelli non rimossi (l'Azienda ospedaliera sostiene che verranno spostati a breve, e che qualche indicazione è rimasta ancora lì dov'era, per il momento) né di scarsa informazione degli utenti, o dei medici di base. Sembra esserci un corto circuito nel sistema delle prenotazioni.

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m.sanfilippo

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