38enne fuggì dopo lo schianto
Niente patente per cinque anni

Un anno di reclusione per omicidio colposo, e un altro anno per il reato di omissione di soccorso, con in aggiunta tre anni di sospensione della patente. È terminato così il processo per una 38enne accusata di aver investito una 80enne, provocandone la morte.

38enne fuggì dopo lo schianto Niente patente per cinque anni

Un anno di reclusione per omicidio colposo, e un altro anno per il reato di omissione di soccorso, con in aggiunta tre anni di sospensione della patente per la prima accusa e altri due e mezzo per la seconda. È terminato così il processo nei confronti di C. A., romena di 38 anni, accusata di aver investito a Calusco d'Adda il 28 gennaio 2011 Celestina Bolis, 80 anni, del posto, provocandone la morte. Concesso all'imputata il beneficio della sospensione condizionale della pena.

L'episodio risale come detto alla mattina del 28 gennaio di due anni fa, a Calusco: Celestina Bolis aveva partecipato alla Messa delle 8,30 e stava rincasando a piedi, mentre la trentottenne stava percorrendo via Marconi a bordo della sua Y10, insieme alle figlia piccola.
Improvvisamente l'auto dopo una manovra azzardata aveva sbandato e invaso la corsia di marcia opposta, salendo anche sul marciapiede: lì aveva travolto Celestina Bolis, quando alla pensionata mancavano appena una cinquantina di metri prima di arrivare alla propria abitazione.

La romena, rimasta illesa, secondo l'accusa, avrebbe cercato di allontanarsi dal luogo dell'incidente (per questo l'accusa di omissione di soccorso), non riuscendoci per l'intervento di altre persone: lei in realtà aveva sostenuto di essersi fermata volontariamente a poca distanza. Sul posto erano intervenuti subito diversi residenti, tra cui il figlio della pensionata, e l'ambulanza del 118. La donna era ancora cosciente nonostante il forte impatto, ma le sue condizioni erano apparse fin da subito disperate.

Trasportata d'urgenza in ospedale, nonostante i tentativi dei medici di stabilizzarla, Celestina Bolis era spirata poche ore dopo ai Riuniti di Bergamo. I successivi accertamenti degli inquirenti avevano portato a indagare a piede libero per omicidio colposo e omissione di soccorso la trentottenne romena: lo scorso anno era stata rinviata a giudizio.

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