Giovedì 28 Marzo 2013

Un inverno con il record di neve
Ma con la Pasqua arriverà il sole

Abbiamo avuto quest'anno la singolarità di quasi 6 mesi che hanno parlato di cose invernali, iniziati domenica 28 ottobre con la prima neve sotto i 400 metri di quota (20 centimetri di farinosa a Pizzino e 3 giorni con minime sottozero), non succedeva dai 2 centimetri del 26 ottobre 1981, e anche allora venne un inverno di neve, con 140 centimetri complessivi.

A seguire, ecco la neve «giusta» arrivata poi all'Immacolata e a Santa Lucia, e di nuovo a Capodanno e in mezzo ai Mercanti di Neve di metà gennaio, per finire in gloria nevosa con i mesi di febbraio e di marzo. I nove giorni di neve al suolo caduta a febbraio, spesso anche in pianura, sono stati un vero primato per questo mese.

Finiamo col dire del nevischio dell'altra mattina su Bergamo e con la galaverna diurna di martedì sugli alberi, fra la Roncola e il Monte di Nese, nemmeno fossimo a dicembre e in Val Terzera, sopra Madonna delle Nevi, piuttosto che nella settimana che conduce alla Pasqua.

In complesso, una stagione invernale che è durata quasi sei mesi, con 139 centimetri di neve cumulata, successe anche nel 2006, ma occorre poi risalire ai periodi 1978-1986 del secolo scorso, per trovare prestazioni invernali simili. Significativi anche i 22 giorni con neve misurata al suolo, nel complesso un vero record degli ultimi decenni, perché occorre risalire al 1986, per trovare altrettanto bianco duraturo sul terreno.

La Pasqua dicevamo, appunto, è lei che sta sollevando tutti questi interrogativi, visto che la cartografia del periodo e l'immaginario dei bambini la vorrebbe colorata e piena di fiorellini e farfalle, con i leprotti che fanno lo slalom fra l'uovo di cioccolato e il mandorlo fiorito.

Ci viene in soccorso Meteo Svizzera, io mi fido molto di loro (anche le rare volte che sbagliano…), perché ci sono vicini e simili nelle vicende meteo, e parlano per farsi capire, come piace a me, e loro dicono che con oggi dovrebbe chiudersi questo lungo periodo freddo e incerto di fine marzo.

La depressione sul Mediterraneo, che così tanti refoli freddi ha attirato a noi dai Balcani, nei giorni scorsi, dovrebbe gradualmente colmarsi, e intanto l'anticiclone delle Azzorre pare rimontare meglio verso la Francia. Da venerdì 29 marzo le occhiate di sole si faranno più generose, in espansione dalle Alpi e dal Piemonte verso la pianura, e anche la temperatura, non più alimentata da Est, risalirà verso i +15 °C previsti per domenica di Pasqua.

Leggi l'articolo completo di Roberto Regazzoni e le due pagine dedicate all'argomento su L'Eco di giovedì 28 marzo

m.sanfilippo

© riproduzione riservata