Domenica 31 Marzo 2013

«Zingonia, soli contro lo spaccio
E non ci danno neanche un soldo»

«Se lo Stato stanzia milioni di euro per il lungomare di Bari mentre per la riqualificazione di Zingonia neanche uno, che cosa si pretende da noi? Non abbiamo abbastanza soldi per affrontare il problema che, temiamo, peggiorerà quando saranno demoliti i condomini Anna e Athena».

Il sindaco di Verdellino, Giuseppe Maci, risponde così al grido di esasperazione lanciato venerdì, attraverso le pagine dell'Eco di Bergamo, da alcuni commercianti di piazza Affari a Zingonia, esasperati dal vedere, giorno e notte di fronte alle loro attività commerciali, spacciatori in azione: «Almeno venti al giorno, che venderanno un chilogrammo di cocaina a settimana» dice Gaetano Scravaglieri, titolare del negozio di parrucchiere Tony.

È quindi un mercato della droga fiorente quello di piazza Affari, che Maci conosce bene e che non vuole nascondere: «Comprendo l'insofferenza dei commercianti. Mi reco spesso in quella zona e mi rendo conto di qual è la situazione». Una situazione di fronte alla quale il Comune si sente lasciato solo.

Ed è contro questo fatto che il sindaco punta il dito. «Due settimane fa - spiega - ci siamo visti respingere la richiesta di un finanziamento di circa 200 mila euro dalla Fondazione Cariplo, grazie al quale avremmo potuto dare il via a Zingonia a un progetto di "community organizing" che mirava a promuovere nel quartiere politiche per un corretto vivere sociale.

Un altro no Zingonia l'ha ricevuto anche alla domanda di accedere ai finanziamenti messi a disposizione dallo Stato attraverso il «Piano per le città», finalizzato proprio alla riqualificazione di aree degradate. La richiesta era stata di cinque milioni di euro. «Non ne è arrivato neanche uno - dice il sindaco -. Una vera delusione».

Sul fronte spaccio di droga, il primo cittadino chiederà alla prefettura un'intensificazione dei controlli. «Circa tre anni fa - spiega ancora Maci - era stato svolto per un periodo limitato uno speciale servizio di controllo: tutte le forze dell'ordine del territorio, dai carabinieri alla polizia di Stato, dalla Guardia di finanza alla nostra polizia locale, si alternavano in modo che in piazza Affari non mancasse mai un controllo. Credo sia necessario ricorrere ancora a questo sistema».

Leggi le due pagine dedicate all'argomento su L'Eco di domenica 31 marzo

m.sanfilippo

© riproduzione riservata