Giovedì 04 Aprile 2013

Un'intuizione dei carabinieri
ha risolto il «giallo» di Michela

È stato grazie ad un'intuizione dei carabinieri che stavano indagando sulla vicenda a far ritrovare Michela Manelli, la 14enne di Colognola che nel primo pomeriggio di mercoledì era scappata dall'abitazione dei genitori senza più dare alcuna notizia di se e trascorrendo fuori la notte.

La ragazzina, infatti, è stata rintracciata nell'appartamento di un coetano, nei pressi di Redona, dove peraltro Michela si sarebbe «rifugiata» già poco dopo aver lasciato la casa di Colognola. Sulle tracce del ragazzino - un compagno di scuola di Michela - i carabinieri si sono messi di prima mattina, dopo l'ennesimo sopralluogo al liceo Mascheroni, dove Michela frequenta la prima classe.

Dopo aver chiesto in segreteria se la ragazzina si fosse fatta viva in qualche modo, i militari hanno voluto verificare anche chi, tra gli amici di Michela, oggi (giovedì 4 aprile) fosse assente da scuola. Le attenzioni dei carabinieri si sono così concentrate su un coetaneo della ragazzina scomparsa che vive in un appartamento nel quartiere di Redona.

Il successivo controllo nell'abitazione del compagno di scuola ha dato gli esiti sperati: i due ragazzini, infatti, erano in casa dopo aver deciso entrambi di non presentarsi a scuola. La telefonata al cellulare del papà della ragazzina da parte dei carabinieri è partita proprio da qui.

Michela è stata poi accompagnata al comando provinciale dei Carabinieri di Bergamo, in via delle Valli, dove subito dopo l'ha raggiunta anche il papà. Ai militari e al magistrato che si occupa del caso ha dovuto spiegare il perchè del suo gesto e come ha trascorso le ora lontao da casa.

Michela, dunque, è stata ritrovata e sta bene. I genitori l'avevano cercata invano per tutta la notte tra mercoledì e giovedì e fino alla tarda mattinata di oggi, giovedì, ma della 14enne scomparsa dal pomeriggio di mercoledì non avevano trovato alcuna traccia. «Le abbiamo provate tutte - ci aveva detto al telefono, intorno alle 8.30, il papà Mario - ma proprio non sappiamo dove possa essere». «Non riusciamo a capire dove possa avere passato la notte - aveva aggiunto: siamo molto preoccupati e speriamo che qualcuno ci aiuti a ritrovarla al più presto».

Per fortuna tutto si è concluso per il meglio. Papà Mario e mamma Lucia, avevano sentito tutti i compagni di scuola e le amiche del pattinaggio. Michela infatti è una pattinatrice molto brava dell'«Olympic Dream».

La 14enne, aveva confermato il papà, conosce molto poco del mondo al di fuori della sua casa, della scuola e del pattinaggio. «Il telefono è sempre spento, probabilmente completamente scarico: abbiamo controllato, e il caricatore è a casa. È uscita senza portarsi niente».

La gioia dell'allenatrice - «Ma dove è andata da sola?». È la domanda che per tutta la notte e la mattina aveva continuato a ripetersi anche Silvia Martina, l'allenatrice di Michela all'Olympic Dream Ice School di Zanica. Ora è all'estero, ma ha seguito costantemente l'evolversi della situazione. «Sono felice - ci ha detto al telefono - che tutto sia finito bene».
Silvia Martina parla di Michela come di «una ragazza dal carattere forte, che ama sfidare, ma non certo una ribelle. È sempre stata molto tranquilla, ma nel contempo ha sempre voluto farsi valere: anche nell'allenamento ama il confronto, ma non è certo una ragazza che farebbe chissà cosa».
«E poi - ha concluso l'allenatrice - è sempre stata una ragazza a cui piace stare nel gruppo e col gruppo: non è una di quelle che se ne va in giro da sola. Sono veramente felice che sia tornata».

In campo anche Chi l'ha visto? - L'angoscia della famiglia Manelli era approdata mercoledì sera anche a «Chi l'ha visto?»: alle 21,40 l'appello del papà, con parole strozzate in gola, quando di Michela nessuno aveva notizie ormai da sette ore.

Cos'era successo - Michela Manelli - studentessa del liceo Mascheroni e pattinatrice dell'Olympic Dream Ice School di Zanica - era tornata a casa, in via Carlo Alberto a Colognola, con un brutto voto. Una discussione coi genitori, niente allenamento di pattinaggio per punizione. La mamma era uscita, epoco dopo era arrivata la nonna: ma Michela non c'era già più. Subito erano partite decine di telefonate ai compagni di scuola e a quelli del pattinaggio. Poi è saltato fuori un biglietto con scritto «Questa non è la vita che voglio fare».

a.ceresoli

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