Martedì 09 Aprile 2013

Partorita di nascosto a Treviglio
Resta gravissima la neonata

Restano ancora molto gravi le condizioni della bimba nata in casa - e caduta a terra - a Treviglio, e salvata dalla zia dopo che la madre ventitreenne, sotto choc, non si è resa conto di quello che stava accadendo.

Secondo la polizia, dal momento del parto all'intervento provvidenziale della sorella della neomadre sarebbe passato circa un quarto d'ora; fosse trascorso più tempo, infatti, per la bambina non ci sarebbe stato più nulla da fare. Ora la piccola è ricoverata all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, sempre in pericolo di vita: ha passato la notte e resta in prognosi riservata, tenuta costantemente sotto controllo.
La madre, ancora sotto choc, è invece in ospedale a Treviglio. La famiglia della donna è già seguita dai Servizi sociali del Comune, ma nessuno si sarebbe reso conto della gravidanza.

Il parto è stato spontaneo, a casa, e la neonata è stata trovata dalla sorella della neomamma sul pavimento, come se fosse un bambolotto. La notizia è stata comunicata dal Commissariato di Treviglio che ha raccontato il drammatico episodio. Sabato 6 aprile una pattuglia della questura è intervenuta all'ospedale di Treviglio in quanto erano state appena ricoverate una donna di 23 anni e sua figlia, partorita in casa circa un'ora prima. Il personale dell'ambulanza, per poter salvare la neonata, aveva provveduto a intubarla aiutandola nella respirazione.

La bambina era in gravissime condizioni. Cianotica, in ipotermia, con cordone ombelicale strappato e non tagliato e con presunto trauma da caduta. La 23enne era in stato di shock e non molto lucida su quanto accaduto. Dalla ricostruzione effettuata dagli investigatori, recatisi subito nella casa della neomamma, sembra trattarsi di una gravidanza nascosta - per paura - ai genitori e agli altri familiari e di un parto spontaneo avvenuto tra le mura della propria abitazione all'improvviso quando la ragazza, presa dalle doglie, non era molto cosciente di quanto stava accadendo.

La sorella più grande, anche lei neomamma da meno di un mese, l'ha trovata nel letto in stato di confusione e con le lenzuola sporche di sangue; pochi istanti dopo ha notato il corpicino inanimato della piccola buttato per terra sul pavimento della stanza, che veniva indicato dalla puerpera - a dimostrazione dello stato confusionale - come un «bambolotto».
Per fortuna la sorella maggiore non si è fatta prendere dal panico e con rapidità ha sollevato la bambina per i piedi, infilandole un dito nella bocca per abbassare la lingua e stimolando il corpicino fino a quando, poco dopo, la neonata si è animata iniziando a respirare con un pianto liberatorio.

Indagati i nonni della piccola per lesioni colpose. Un atto dovuto ma che i coniugi respingono con forza. Secondo la loro versione la 23enne avrebbe nascosto la gravidanza per tutti i nove mesi, ma gli inquirenti stanno valutando i tempi di chiamata al 118 e quindi l'arrivo dei soccorsi, elemento cruciale per la sopravvivenza della neonata.

fa.tinaglia

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