Terzi, conto alla rovescia
Ma Pdl e Lega sono divisi

Il Consiglio comunale di Dalmine ha deciso: si parte con la procedura di decadenza del sindaco Claudia Terzi. Nel giro di 30 giorni, salvo sorprese, al comando del Comune si troverà per legge l'attuale vicesindaco Alessandro Cividini, pure lui della Lega.

Il Consiglio comunale di Dalmine ha deciso: si parte con la procedura di decadenza del sindaco Claudia Terzi. Nel giro di 30 giorni, salvo sorprese, al comando del Comune si troverà per legge l'attuale vicesindaco Alessandro Cividini, pure lui della Lega.

Che la seduta del Consiglio fosse molto attesa, lo si è capito subito: tutti presenti tra assessori e consiglieri e, ad assistere, anche il pubblico delle grandi occasioni. Comprensibile, perché martedì 16 aprile si è parlato del futuro del Comune e del suo primo cittadino. Il dubbio su come interpretare l'incompatibilità tra il ruolo di sindaco e quello di assessore regionale per la Terzi rimane: ci sono due pareri, quello del prefetto che sostiene l'incompatibilità e quello del vicesegretario comunale, condiviso dal nuovo segretario Maria Lamari, che cita invece un precedente che sembra suggerire il contrario.

Era stato lo stesso sindaco a chiedere che fosse avviata la procedura di contestazione, anche se poi è stata formalmente chiesta ieri sera dall'ordine del giorno dei gruppi di minoranza Dalminechiara e Giovani per Dalmine: il punto è stato approvato a maggioranza. Ma non sono mancate le sorprese, che aprono ancora scenari non confortanti per la maggioranza.

Il Pdl, infatti, spinge perché la Terzi rimanga in carica, nonostante le valutazioni del prefetto. Quest'ultimo tra l'altro, nei giorni scorsi, ha risposto a una richiesta di chiarimenti inoltrata dalla minoranza, confermando di auspicare un veloce avvio della procedura.

Il consigliere Adriano Zeggio (Pdl) dichiara: «Noi diamo un parere contrario alla decadenza: riteniamo che il sindaco eletto dai cittadini debba portare a termine il mandato senza surrogati di genere, che siano il vicesindaco o il commissario in caso di dimissioni. La Lega, invece (partito della stessa Terzi), si è adeguata alle valutazioni del prefetto e ha votato sì. Ora il sindaco ha a disposizione dieci giorni per presentare le proprie osservazioni, dopodiché sarà nuovamente convocato il Consiglio.

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