Giovedì 18 Aprile 2013

Il concordato della Dec di Bari
Il tribunale deciderà il 2 maggio

Sono cominciate oggi e saranno completate nell'udienza del 2 maggio prossimo le operazioni di voto dei creditori sul concordato preventivo proposto dal gruppo Degennaro di Bari per evitare il fallimento della Dec, a causa dei 346 milioni di euro di debiti accumulati negli anni.

Tra i creditori anche l'azienda ospedaliera Papa Giovanni XXIII di Bergamo, che ha chiesto a Dec danni per 57 milioni di euro.

Dopo la relazione illustrata dai commissari giudiziari che - a quanto è dato sapere - avrebbero dato parere positivo sulla buona riuscita del concordato, alcuni creditori hanno votato la proposta della Dec Spa. Le operazioni di voto saranno completate nell'udienza del prossimo 2 maggio e, soltanto dopo, il Tribunale sarà chiamato a decidere se omologare l'accordo, consentendo alla società barese di non fallire.

«Il concordato preventivo - spiegava la Dec - prevede un piano di ristrutturazione orientato alla continuità aziendale e, nei limiti del possibile, occupazionale attraverso la costituzione di una nuova società, la Nuova Dec Srl, e l'affitto di un ramo d'azienda della Dec Spa nel quale sono confluiti alcuni appalti pubblici per un valore superiore ai 100 milioni di euro aggiudicati nell'ultimo periodo alla Dec Spa».

Si tratta di lavori ferroviari quali il raddoppio della tratta Lunghezza-Guidonia e l'Alta Velocità nella tratta Brescia-Treviglio, edifici romani per il Ministero della Difesa e, infine, la costruzione del nuovo padiglione di Nefrologia e la ristrutturazione di padiglioni esistenti nel Policlinico di Bari.

Nella loro relazione, i commissari giudiziali hanno fissato al 24% la quota del concordato liquidatorio. ciò significa che i possessori dei crediti chirografari incasseranno non più di 24 milioni ogni cento di crediti. I creditori privilegiati, invece, hanno invece a disposizione 246 milioni.

Il passivo concordato da Dec è di 346 milioni di euro.

a.ceresoli

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