Sabato 20 Aprile 2013

Casa e lavoro nel capannone
8 cinesi in un laboratorio abusivo

La Guardia di Finanza di Bergamo, nell'ambito dell'attività di contrasto al lavoro sommerso, ha scoperto 8 lavoratori in nero in un capannone sito nella Bassa bergamasca, adibito a laboratorio tessile. La struttura, che non riportava alcun riferimento all'attività svolta, conteneva 30 postazioni con macchine da cucire nonché un ingente quantitativo di materiale tessile.

All'interno erano intente a lavorare 11 persone di nazionalità cinese, 8 delle quali risultate essere impiegate completamente in nero. Al momento dell'accesso, nel capannone era presente anche un uomo di nazionalità italiana che, in precedenza, era stato titolare presso lo stesso stabilimento di un'analoga ditta di confezionamento.

Al termine del controllo è stata comminata la cosiddetta «maxi sanzione», prevista dal decreto legge n. 12 del 22.02.2002 e successive modifiche (ossia 1.500 euro per ogni lavoratore in nero), oltre alla sanzione prevista per le giornate lavorative in nero effettuate e la diffida a regolarizzare i rapporti di lavoro.

Unitamente alla Direzione Territoriale del Lavoro di Bergamo, è stata disposta la chiusura dell'attività imprenditoriale. Considerato che una parte del capannone era adibita a dormitorio e cucina, ed essendo abusivi e tenuti in pessime condizioni igieniche, è stata informata anche l'Asl competente e la polizia locale.

Infine uno dei lavoratori impiegati in nero è risultato essere clandestino e pertanto è stata già avviata la procedura di espulsione dall'Italia. I finanzieri approfondiranno ora la posizione della ditta sotto il profilo fiscale in ragione delle commesse ricevute dai clienti, tutti italiani, nonché sul ruolo svolto dal soggetto italiano trovato all'interno dello stabilimento.

fa.tinaglia

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