Mercoledì 24 Aprile 2013

Le ricette dei grandi chef fanno male?
Cerea (3 stelle): «In Italia niente rischi»

Spesso intrattabili, con caratteracci, o iperfantasiosi, i grandi chef, molti dei quali stelle anche della tv, finiscono ora sotto accusa nel Regno Unito: i loro menù incoraggiano infatti la gente a mangiare cibi e piatti grassi. Un gruppo di nutrizionisti ha testato oltre 900 ricette di 26 chef stellati, scoprendo che l'87% non rispetta le raccomandazioni del governo per una cucina salutare.

Come spiega lo studio pubblicato sulla rivista «Food and Public Health», i ricercatori dell'università di Coventry hanno scoperto che solo il 13% usa ingredienti per creare pasti sani, in linea con le indicazioni della Food Standards Agency's (Fsa), l'ente governativo britannico per la ricerca sulla sicurezza alimentare.

Molte delle ricette dei grandi chef, pubblicate sui libri di cucina, contengono livelli eccessivi di acidi grassi saturi, zuccheri e sale, che sono collegati a obesità, diabete e malattie cardiache. Circa il 92% degli chef che compaiono in tv, e osservati nello studio, hanno almeno una ricetta con acidi grassi saturi oltre i limiti giornalieri raccomandati. Un loro pasto contiene 5 volte le quantità raccomandate, mentre la metà degli chef ha ricette con ammontare di sale superiore ai 6 grammi giornalieri suggeriti.

Ma l'Italia questo rischio non lo corre, parola di Chicco Cerea, chef del celeberrirmo ristorante «Da Vittorio» (ora a Bagnatica) che di stelle ne ha ben tre, vale a di re il top.

«I grandi chef italiani - commenta - puntano innanzitutto sulla qualità dei prodotti utilizzati in cucina, che devono essere eccelsi, proprio perchè, attraverso la loro cucina, i cuochi stellati vogliono assicurare non soltanto la prelibatezza del piatto in sè stesso, ma anche la salubrità. Non è un caso che la cucina mediteranea sia considerata tra le più "salubri" del pianeta, se non addirittura la più salubre di tutte le cucine del mondo. La cucina mediterranea - prosegue Cerea - è diffusa in tutto il mondo e in tutto il mondo è conosciuta e apprezzata proprio per il connubbio che sa' garantire tra sapore e qualità. Non dimentichiamoci che in Italia abbiamo anche una piramide alimentare capace di aiutare concretamente chi si occupa di cibo. Del resto, siamo quello che mangiamo. In Italia - conclude lo chef stellato bergamasco - c'è oiu una cultura del cibo e una conoscenza delle materie prime utilizzate in cucina che non ha uguali nel mondo. Chi si siede ai nostri tavoli stia pure tranquillo: non corriamo i rischi degli inglesi».

a.ceresoli

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