Domenica 28 Aprile 2013

Spari a Palazzo Chigi: due feriti
"Volevo mirare ai politici"

Il Governo ha prestato giuramento domenica mattina al Palazzo del Quirinale e mentre i neoministri erano intenti a firmare i documenti del nuovo governo, fuori Palazzo Chigi si è verificata una sparatoria: un uomo, in giacca e cravatta, è arrivato davanti a palazzo Chigi, e, all'improvviso, ha aperto il fuoco contro i militari.

Inizialmente si è pensato all'azione di uno squilibrato. Ma non è andata così. "È un uomo pieno di problemi che ha perso il lavoro, aveva perso tutto, era dovuto tornare in famiglia: era disperato. In generale voleva sparare sui
politici, ma visto che non li poteva raggiungere ha sparato sui carabinieri". Così ha riferito il pm di Roma, Pierfilippo Laviani, dopo aver sentito Luigi Prieti. "Ha confessato tutto. Non sembra una persona squilibrata".

Otto i colpi sparati, due carabinieri sono rimasti feriti ma fortunatamente non sarebbero in pericolo di vita. Ferita lievemente anche una passante incinta. L'uomo è stato subito bloccato mentre tentava di scappare ed è stato arrestato: si chiama Luigi Preiti, 49 anni calabrese, domiciliato ad Alessandria. Anche lui è rimasto ferito, non da colpi di arma da fuoco, ma durante una colluttazione con le forze dell'ordine per la sua cattura. L'uomo è accusato di tentato omicidio, porto e detenzione di armi: il pubblico ministero di Roma Antonella Nespola ha già chiesto al gip la
convalida del fermo. L'uomo sarà interrogato tra lunedì e martedì. Nel frattempo sono stati disposti accertamenti per definire il profilo dell'attentatore e non è escluso che possa essere decisa anche una perizia medico legale per valutare le sue condizioni di salute. L'uomo fa il muratore, ma avrebbe perso da poco il lavoro, oltre ad avere un matrimonio fallito alle spalle. A parlare di lui il fratello Arcangelo che ha negato i problemi mentali: «Non è uno squilibrato - ha detto -, non ha mai sofferto di patologia psichiatriche. Siamo allibiti, non sappiamo spiegarci quel che è potuto accadere».

Il Presidente del Consiglio dei Ministri, onorevole Enrico Letta, e i Ministri hanno nel frattempo giurato nelle mani del Capo dello Stato, pronunciando la formula di rito. Erano presenti, in qualità di testimoni, il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Consigliere di Stato Donato Marra, e il Consigliere Militare del Presidente della Repubblica, Generale Rolando Mosca Moschini. Al termine della cerimonia di giuramento al
Quirinale, Napolitano e Letta sono stati informati della sparatoria: hanno lasciato il palazzo il ministro della Difesa Mario Mauro e dell'Interno Alfano che si sono diretti dai carabinieri feriti. Immediatamente il presidente della Repubblica, il premier Enrico Letta e i neo ministri hanno svolto un briefing informale per fare il punto della situazione. Letta ha poi proseguito con il cerimoniale, raggiungendo Palazzo Chigi dove si svolgerà il primo consiglio dei ministri.

Tra i primi ministri a commentare quanto accaduto il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri, mentre usciva dal Quirinale: «Non credo ad una regia - ha detto -. Penso e spero sia un fatto isolato, ma non è mio compito occuparmene».

LA CRONACA DI SABATO
L'Italia ha un nuovo governo: dopo il colloquio al Quirinale con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, Enrico Letta, presidente del Consiglio incaricato, ha sciolto le sue riserve annunciando la nascita del nuovo governo e la lista dei ministri. Confermata Annamaria Cancellieri, ex prefetto di Bergamo, anche se non più come ministro dell'Interno (nominato Angelino Alfano, vicepremier), bensì come ministro della Giustizia.

«Voglio esprimere due parole di soddisfazione, sobria soddisfazione, per la squadra di governo». Lo ha sottolineato Letta, parlando in sala stampa al Quirinale, prima di leggere la lista dei ministri. «Abbiamo costituito - ha continuato Letta - un governo fatto da una squadra coesa e fortemente determinatata a risolvere i problemi del Paese. Una squadra basata sulle competenze, sul ringiovanimento, e che può vantare un record nella presenza femminile (7 su 21 ministri sono donne, tra cui il primo ministro di colore in assoluto, ndr) che per quello che mi riguarda è una delle più grandi soddisfazioni».

«Non c'è bisogno di alcuna formula speciale per definire la natura di questo governo, è politico formato nella cornice istituzionale e secondo la prassi della nostra forma parlamentare». Così Napolitano, nel corso della dichiarazione in sala stampa al Quirinale. «Il governo è nato dall'intesa delle forze politiche che garantiranno la fiducia nelle due Camere. Era ed è l'unico possibile, la cui costituzione non poteva tardare oltre, per l'interesse del Paese e dell'Europa. È il frutto dello sforzo tenace nonostante le difficoltà incontrate e il supplemento di volontà di seria collaborazione che era indispensabile da parte di ttute le parti. Ringrazio il presidente Letta per essere stato l'artefice della nascita, io ho assecondato il suo impegno».

Infine, da parte del capo dello Stato un auspicio: «Il governo si metta a lavorare rapidamente in spirito di fervida coesione. Tutti lavoreranno insieme senza pregiudiziali per trovare soluzioni ai problemi nell'interesse generale nello spirito di coesione e reciproco rispetto».

Ecco l'elenco dei ministri
Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio: Filippo Patroni Griffi
Interni e vicepremier: Angelino Alfano
Difesa: Mario Mauro
Esteri: Emma Bonino
Giustizia: Anna Maria Cancellieri
Economia: Fabrizio Saccomanni
Riforme istituzionali: Gaetano Quagliariello
Sviluppo: Flavio Zanonato
Trasporti Infrastrutture: Maurizio Lupi
Politiche Agricole: Nunzia Di Girolamo
Istruzione, Università e ricerca: Maria Chiara Carrozza
Salute: Beatrice Lorenzin
Lavoro e Politiche sociali: Enrico Giovannini
Ambiente: Andrea Orlando
Beni culturali e Turismo: Massimo Bray
Coesione territoriale: Carlo Trigilia
Politiche comunitarie: Anna Maria Bernini
Affari regionali, sport e turismo: Graziano Delrio
Pari opportunità, sport, politiche giovanili: Iosefa Idem
Rapporti con il Parlamento: Dario Franceschini
Integrazione: Cecile Kyenge
Pubblica Amministrazione: Giampiero D'Alia

fa.tinaglia

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