Martedì 30 Aprile 2013

Seriate, atto vandalico
al monumento alla Resistenza

Un atto vandalico è stato compiuto a Seriate nella notte fra il 27 e 28 aprile ai danni del monumento che ricorda il sacrificio dei partigiani e di quanti morirono per la libertà e la democrazia: sono state divelte e asportate le bandiere.

Il Presidente Guido Pedrini della Sezione Anpi di Seriate ha sottolineato che «la data scelta per l'incivile atto non è casuale. Il 27 aprile 1945 una colonna di patrioti viene raggiunta nella via principale di Seriate dalla colonna fascista “Farinacci” e lo scontro causa la morte di una decina di persone, cittadini inermi e partigiani; nel pomeriggio dello stesso giorno un gruppo di partigiani comandato dal dott. Fortunato Fasana cattura quattro fascisti e li uccide sul sagrato; il giorno seguente, 28 aprile una colonna tedesca in ritirata spara all'impazzata sulla via Nazionale e uccide quattro cittadini inermi. Per Seriate, dunque, le due date, 27 e 28 aprile, sono date importanti, perché ricordano il tributo di sangue che la comunità ha dato alla causa della liberazione dai nazifascisti».

In una nota, il Presidente Anpi affema che «la giornata del 27 aprile 2013 ha visto la Sezione A.N.P.I. di Seriate impegnata in un intenso programma, con tre iniziative che hanno coinvolto la popolazione e sono state partecipate, nonostante le infelici condizioni meteorologiche: la manifestazione con corteo e discorsi commemorativi (ore 9.30), l'apertura della mostra sul lager della Grumellina (ore 11.15) e lo spettacolo teatrale Il sistema periodico (ore 20.45).

«Non è la prima volta - prosegue la nota - che registriamo atti di “vandalismo” nei confronti delle nostre iniziative (l'ultimo era stato sul cartellone delle iniziative per la Giornata della memoria del 27 Gennaio scorso); ma questa volta non siamo disposti a classificare questo “sfregio” come un atto di vandalismo; si tratta, invece, di un atto grave, che colpisce la comunità seriatese, perché il monumento trasmette anche alle nuove generazioni i valori molto alti di cui si è alimentata la Resistenza e che sono alla base della Costituzione»

«Finora nessuno ha rivendicato l'episodio e noi siamo fiduciosi nel lavoro della Magistratura e delle forze dell'ordine. Ci pare, tuttavia, opportuno richiamare le responsabilità di coloro che per decenni hanno volutamente taciuto sui fatti del 27 e 28 aprile 1945, di coloro che volevano metterci sopra una pietra tombale, di coloro che per anni hanno denigrato i partigiani coinvolti, di coloro che mettono sullo stesso piano fascisti e antifascisti, di coloro che non vogliono ammettere che le radici della nostra Costituzione sono nella Resistenza e che la bandiera italiana è il simbolo della nuova Patria, che nasce dopo l'8 Settembre 1943. Il grave atto deve essere un segnale per tutti – Amministrazione e Cittadinanza – perché diventi più concreto l'impegno a non dimenticare e a non strumentalizzare la nostra storia».

Sull'atto vandalico è intervenuto anche l'onorevole bergamasco del Pd Antonio Misiani: «I fatti recentemente accaduti purtroppo non sono nuovi alle cronache - afferma Misiani -, però non ci stuferemo di denunciarli come indecenti: non vogliamo che simili atti vandalici si ripetano a Seriate o altrove. L'Anpi ha fatto bene a denunciare questi fatti: il silenzio è colpevole ugualmente. Occorre una seria iniziativa di tutti perché si riaffermi una cultura antifascista condivisa da tutte le istituzioni e le forze politiche e sociali».

e.roncalli

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