Martedì 04 Giugno 2013

Offese tra boliviana e bergamasco
Il giudice assolve entrambi

È finita con un'assoluzione la vicenda della boliviana che si è trovata a processo per ingiurie di stampo razzista nei confronti di un bergamasco doc, pure lui imputato degli stessi reati. Una duplice assoluzione dopo un litigio avvenuto dal medico di base.

«Voi italiani siete tutti presuntuosi e ignoranti», avrebbe detto durante una lite nello studio del medico condotto. Il pm Fabrizio Gaverini, in quella frase ci ha voluto leggere «l'aggravante della discriminazione e dell'odio etnico-nazionale». E così, la donna e il rivale, per dirimere una questione che - senza quell'aggravante - sarebbe da giudice di pace, si sono ritrovati di fronte a un collegio di tre magistrati chiamato a far luce su quanto accadde la mattina del 13 settembre 2011 e sugli strascichi di quello scambio di ingiurie.

Nella mattinata di martedì 4 giugno la duplice assoluzione. Tutto è nato da un equivoco sulla precedenza per una visita nello studio di un medico di base a Osio Sopra. L'uomo, un pensionato di 69 anni, residente in paese, era in attesa del suo turno, quando si era visto sorpassare dalla boliviana, 55 anni, sposata con un autista bergamasco. La lite che ne è scaturita richiama l'attenzione della dottoressa. La quale chiarirà che, effettivamente, sarebbe toccato alla signora, allontanatasi momentaneamente dalla sala d'aspetto. Di fronte all'autorità del camice bianco, il bergamasco cede cavallerescamente il passo. Ma è ciò che accade qualche attimo prima, la materia del processo. «Voi italiani siete tutti dei presuntuosi e ignoranti», avrebbe sbottato la sudamericana (lei smentisce quelle parole; l'avvocato Ivano Fedele che l'assiste: «E come potrebbe? È sposata con un italiano»).

Ferito nell'orgoglio, il pensionato avrebbe risposto con una frase che, fosse vera, sarebbe più grave degli epiteti piovutigli addosso: «Immigrata di m..., perché vieni qua? Perché non rimanete nel vostro Paese?». L'uomo ha però negato di aver pronunciato il passaggio più offensivo: «Visto che riteneva noi italiani ignoranti e presuntuosi, le ho solo chiesto perché allora non era rimasta in Bolivia. L'ho detto in modo seccato, vero, ma senza intenzione di offendere». Ma non è finita lì. Due giorni più tardi la sudamericana e il bergamasco si incrociano in paese e stavolta non si limitano alle parole. Secondo l'accusa, lei avrebbe tentato di fermarlo mentre lui era in bici. Dopo uno scambio d'offese, i due si sarebbero messi le mani addosso. Le versioni sono diverse e contrastanti. Fatto sta che nella mattinata la sentenza ha messo a tacere tutti e due e l'assoluzione ha chiuso la tormentata vicenda.

fa.tinaglia

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