Giovedì 06 Giugno 2013

Albino: c'è la prima sala slot
che resta aperta 24 ore su 24

Continuano gli incontri promossi nell'ambito della campagna «Stop alle slot» promossa da L'Eco di Bergamo e dall'Asl. Martedì sera, Francesco Angelo Locati, direttore sociale dell'Asl, Susanna Pesenti, giornalista de L'Eco, Anna Arcieri, assistente sociale del Dipartimento delle Dipendenze di Gazzaniga e il vicesindaco Gerolamo Gualini si sono confrontati ad Albino, dove lo «Slot Machine Casinò» posto lungo via Provinciale, a Comenduno, è da qualche settimana aperto 24 ore su 24 e suscita la preoccupazione degli amministratori, come sottolinea l'assessore al commercio Roberto Benintendi.

«È evidente che di fronte alla diffusione della ludopatia la presenza sul territorio di un locale sempre aperto preoccupa. Faremo azioni di promozione rispetto alla campagna "no slot", anche con una prossima mozione». È giunta un mese fa in Comune la comunicazione che l'esercizio avrebbe «aperto 24 ore al giorno», come indicato nel sito. «Per la legge sulla liberalizzazione del commercio non possiamo ovviamente fare nulla» conclude Benintendi.

I giocatori patologici seguiti dal Sert di Gazzaniga sono «solo» 23, ma rappresentano la punta di un iceberg che cela un fenomeno di vaste proporzioni, non solo in Valle Seriana. Locati ha evidenziato come la dipendenza dal gioco induca una modifica delle strutture celebrali legate al meccanismo della gratificazione, producendo il «craving», desiderio compulsivo che spinge a giocare cifre sempre maggiori.

Se la percentuale sulla popolazione di chi vive uno stato di malattia nelle stime minime e massime del Dipartimento politiche antidroga (anno 2011) oscilla tra lo 0,5 e il 2,20%, il numero di chi però rischia di scivolare in un rapporto malato con le macchinette è enorme e comprende la casalinga che al mattino si ferma al bar per il caffè o l'anziano solo che insegue il sogno della vincita milionaria.

«I dati di cronaca mostrano che i giocatori sono in aumento per numero e trasversalità dell'età - ha evidenziato Susanna Pesenti -. Con la crisi diminuisce il denaro a disposizione e si assiste allo scivolamento nel gioco da parte di chi mai avrebbe giocato sperando in un guadagno. In realtà tutti i giochi d'azzardo sono strutturati perché il banco vinca sempre».

La speranza di vincita è un'illusione da cui ci si deve difendere. «Si deve agire sulla riduzione dei fattori di rischio, aumentando i fattori di protezione a partire dalla famiglia, dall'ambiente, dal gruppo dei pari, nel caso di ragazzi - ha spiegato Rita Arcieri -. Fondamentale è investire sulla prevenzione».

Numerosi gli interventi del pubblico, che ha sollevato a più riprese, come il vicesindaco Gualini, il limite della legislazione che non consente di impedire l'apertura di sale giochi o la diffusione attraverso Internet di giochi on line. Ma sulla politica può esercitare un peso l'opinione pubblica e, quindi, cittadini e comitati che protestano, come nell'ultimo caso dell'apertura di un locale in via Palazzolo, a Bergamo.

Sull'aspetto economico Locati ha evidenziato la contraddizione tra la spesa in progetti per la prevenzione e cura delle ludopatie da parte dello Stato e il suo ruolo nel promuovere il gioco. Tra le proposte, anche quella di diffondere una nuova cultura del gioco, da vivere come attività ricreativa piacevole, che favorisca gli effetti positivi dell'attività ludica, propria dell'uomo, come l'integrazione sociale, la riduzione di ansia, l'aumento della memoria, della capacità di problem solving e di concentrazione.

Laura Arnoldi

m.sanfilippo

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