«Biesuz senza la laurea»
Accusa di falso per il manager

Si avvicina la richiesta di processo da parte della Procura di Milano per Giuseppe Biesuz, l'ex amministratore delegato di Trenord ed ex presidente della Cattaneo Presse international Srl di Albano Sant'Alessandro, finito agli arresti domiciliari per bancarotta fraudolenta.

Si avvicina la richiesta di processo da parte della Procura di Milano per Giuseppe Biesuz, l'ex amministratore delegato di Trenord ed ex presidente della Cattaneo Presse international Srl di Albano Sant'Alessandro, finito, lo scorso dicembre, agli arresti domiciliari per bancarotta fraudolenta.

Gli investigatori della Guardia di finanza, infatti, hanno notificato al manager, 51 anni e nato in Svizzera, l'avviso di conclusione delle indagini per il «buco» da circa 685 mila euro che avrebbe lasciato nelle casse della Urban Screen, società che gestiva la cartellonistica pubblicitaria e i maxi-schermi in piazza Duomo a Milano.

L'atto di chiusura dell'inchiesta, firmato dal pm Sergio Spadaro e che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, è relativo anche, da quanto si è saputo, all'accusa di falso, perché Biesuz avrebbe fatto credere di essere laureato quando non ha mai conseguito titoli accademici e avrebbe garantito di avere la fedina penale pulita per ricoprire la carica in Trenord, mentre aveva condanne.

Secondo le indagini della Gdf milanese, Biesuz, manager con un passato alla guida di molte società, tra cui la Cattaneo Presse tra il 2007 e il 2009, si sarebbe servito della società bergamasca, fallita nell'ottobre del 2009 con 35 lavoratori rimasti senza lavoro, per produrre presunte false fatture. Secondo i pm, Biesuz, che si dimise dalla carica di ad di Trenord dopo l'arresto, avrebbe utilizzato la Cattaneo e un'altra società, la Pagaia, riconducibile a sua moglie, per fabbricare false fatture e giustificare le fuoriuscite di denaro dalla Urban Screen, di cui Biesuz è stato ad nel 2008. Un sistema, secondo i magistrati, che avrebbe causato il crac della società milanese.

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