Martedì 11 Giugno 2013

Bergamo: «Comune disorganizzato»
I dipendenti in stato d'agitazione

L'assemblea dei lavoratori del Comune di Bergamo, al termine dell'assemblea generale che si è svolta martedì 11 giugno, ha proclamato lo stato di agitazione e ha sottoposto all'amministrazione una serie di richieste che puntano a migliorare l'organizzazione interna e a rafforzare un organico ritenuto ormai insufficiente per garantire ai cittadini i servizi a cui hanno diritto.

“Il clima organizzativo interno, notevolmente peggiorato, sta producendo situazioni inaccettabili e un'aria irrespirabile – scrive il coordinatore delle Rsu Enrico Togni in una lettera indirizzata al sindaco e al prefetto -. Originariamente nel piano triennale delle assunzioni non era previsto il completo utilizzo delle risorse disponibili, e nonostante la disponibilità espressa per l'integrazione del piano con la previsione dell'assunzione di due nuove educatrici di nido, le scelte mettono comunque a serio rischio la gestione di molti servizi, quali i nidi, i servizi sociali e culturali, le manutenzioni e il futuro sportello polifunzionale, dove già si paventa un sostanziale e insostenibile cambio dell'orario comprensivo del sabato per tutti gli addetti dei Servizi Demografici, Tributi, Gestione Documentale, Gestione Alloggi, U.R.P., C.E.D., Ausiliari e di tutti coloro che hanno presentato domanda di ricollocazione in altri servizi o figure professionali”.


Anche sul fronte della sicurezza, secondo le Rsu, i problemi sono tanti: “Il nuovo personale della Polizia Locale dovrebbe essere utilizzato come rinforzo al Nucleo di Sicurezza Urbana quando servizi essenziali come il Pronto Intervento lamentano carenze notevoli – continua la lettera inviata a sindaco e prefetto -. L'Amministrazione ha deciso di sottrarre alla formazione alcune delle già poche risorse stanziate, e di lasciare quindi il personale ad affrontare i continui e veloci cambiamenti delle condizioni lavorative senza alcun aggiornamento, senza strumenti, senza aiuto. Come ogni anno il Contratto Collettivo Decentrato Integrativo viene utilizzato in maniera impropria, ed è fonte di grave malessere causato dalle manchevolezze, formali e sostanziali, da parte dei nostri dirigenti. Viene inoltre continuamente rimandata la piena applicazione della normativa relativa alla previdenza complementare per la Polizia locale, e questo malgrado continue dichiarazioni messe a verbale nei contratti e nei protocolli, e nonostante fondi stanziati ma mai utilizzati”.

Sono otto le richieste avanzate dai lavoratori, che non escludono “possibili azioni di lotta” nel caso in cui vengano respinte:
1. la modifica sostanziale e radicale del piano delle assunzioni, e in particolare:
- eliminare la previsione di assunzione di un nuovo dirigente;
- utilizzare tutte le risorse disponibili previste, concentrando gli sforzi sulla salvaguardia dei servizi manutenzioni, anagrafici, sociali e culturali, nidi.         

2. valutare la dotazione organica e prevedere con congruo anticipo la formazione del personale che verrà destinato allo Sportello polifunzionale;

3.  la previsione di allocazione presso il Pronto Intervento delle nuove assunzioni nella Polizia Locale;

4. la sottoscrizione di un protocollo d'intesa, vincolante per i dirigenti, che preveda il rispetto formale e sostanziale delle normative contrattuali vigenti in tutti i suoi aspetti, con clausole che tutelino i lavoratori in caso di omissioni, errori o scorrettezze;

5. l'insediamento del Comitato Unico di Garanzia e il suo immediato interessamento per affrontare le problematiche presenti nei vari Servizi;

6. l'interessamento immediato dell'Organismo Indipendente di Valutazione affinché affronti i problemi presenti nei vari Servizi, ed intervenga con gli strumenti ad essa affidati, compresa la valutazione dei singoli;

7. la presentazione al tavolo delle trattative, entro la fine del mese di luglio, della proposta di Contratto Collettivo Decentrato, comprensivo della previsione di spesa e copertura finanziaria, che normi in ogni suo aspetto l'utilizzo delle risorse stabilite dalla legge sulla previdenza complementare per la Polizia locale;

8. la revisione dei criteri previsti dal piano della formazione, che garantiscano già dall'inizio del prossimo anno la presenza di risorse, di criteri e di modalità certi per la formazione di tutto il personale, dirigenza esclusa.

r.clemente

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