Giovedì 13 Giugno 2013

Città Alta, che lusso
Arriva il relais a 5 stelle

Cinque stelle. A Bergamo mancavano. E per anni se n'è discusso. Dal prossimo primo luglio riaprirà infatti i battenti il Relais San Lorenzo in Città Alta: dopo il lungo cantiere – e una progettazione piuttosto tormentata – l'hotel che si affaccia su piazza Mascheroni si presenterà in una veste completamente rinnovata e, nonostante formalmente le stelle siano ancora quattro, la proprietà (l'Hcb srl) ha già avviato attraverso la nuova gestione tutte le pratiche per ottenere anche la quinta. Facile prevedere che arriverà presto.

La struttura, affiliata alla catena «Small luxury hotel of the world», ha tutte le carte in regolare per ottenerla: 30 stanze – di cui 17 superior, 5 classic, 3 junior suite, 4 suite «normali» e una ancora più confortevole –, una spa dotata di bagno turco, sauna e una parete di sale e un ristorante – l'Hostaria – con 40 coperti e uno chef, Antonio Cuomo, decisamente conosciuto nel settore enogastronomico. Per gli avventori – il locale sarà aperto a tutti – e gli ospiti dell'hotel, la chicca sarà proprio qui: non solo piatti raffinati, ma, grazie all'attento recupero realizzato in stretta collaborazione con la Sovrintendenza, anche la possibilità di ammirare quei resti archeologici scoperti ormai più di vent'anni fà e oggi parte integrante dell'edificio. In pratica si potrà pranzare e cenare, gomito a gomito con alcune testimonianze della città antica particolarmente significative, nella fattispecie una notevole porzione delle sue mura medievali che si innestano su reperti di origine romana.

Tre i livelli della struttura: uno interrato e gli altri due esterni. «In pratica – spiega Marco Comensoli, direttore dello stesso albergo – le stanze si trovano al pian terreno e al primo, mentre al meno uno è stata collocata la spa». «L'hotel – aggiunge – si rivolgerà a una clientela medio alta in linea con le sue caratteristiche e i servizi offerti. Non esistendo un cinque stelle a Bergamo, abbiamo ritenuto fosse un'occasione da non perdere».

Per saperne di più leggi L'Eco di Bergamo del 13 giugno

fa.tinaglia

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