Giovedì 20 Giugno 2013

Scomparso 5 anni fa in Brasile
Le «minacce» di Bertola

«Bertola è venuto a casa mia e mi ha detto che mio figlio gli doveva del denaro. Io gli ho risposto che qui soldi non ce n'erano allora lui si è messo a fotografare intorno e mi ha detto: io me ne vado ma mi prenderò la casa». È questo uno degli stralci più significativi dell'intervista che martedì sera ha rilasciato alla trasmissione «Chi l'ha visto?» Clara d'Ambrosio, la mamma di Michele Maggiore, il giovane di Verdellino scomparso cinque anni fa, all'età di 29 anni, in Brasile.

Con le sue parole la donna fornisce alcuni aspetti inquietanti sul modo di agire di Fabio Bertola, l'immobiliarista di Verdellino ora in carcere accusato di aver architettato l'omicidio di Roberto Puppo, il quarantaduenne di Osio Sotto ucciso in Brasile nel novembre 2010. Fra i casi di Puppo e quello di Maggiore ci sono delle inquietanti analogie. Tutti e due erano amici di Bertola e tutti due sarebbero stati da lui inviati in Brasile. Puppo con la promessa di gestire un locale nella località turistica di Maceiò. Maggiore perché doveva partecipare alla costruzione di una scuola nella città di Natal. Entrambi inoltre prima di partire avevano firmato della polizze sulla vita: fra i suoi beneficiari c'era Bertola che secondo gli inquirenti ha fatto uccidere Puppo proprio per riscuotere il premio delle assicurazioni. Di Maggiore invece da quanto è partito non si sa più nulla. La madre è convinta però che anche qui c'è la mano di Bertola a cui il figlio doveva dei soldi: «Prima che Michele partisse per il Brasile - ha raccontato martedì a Chi l'ha visto - è venuto da me con un grosso libro su cui c'erano segnati dei numeri e mi ha detto: guardi signora quanti soldi mi deve suo figlio. Più di 100 mila euro». Una cifra che, a quanto ha riferito Clara Ambrosio, Bertola era pronto a recuperare a tutti i costi.

Per saperne di più leggi L'Eco di Bergamo del 19 giugno

fa.tinaglia

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