Giovedì 27 Giugno 2013

Lotta al gioco d'azzardo
Aderisce il Comune di Bergamo

«Bergamo aderirà al manifesto di sindaci contro il gioco d'azzardo». Lo hanno annunciato l'assessore alle Attività produttive Enrica Foppa Pedretti e il sindaco Franco Tentorio nel corso della conferenza organizzata da Asl e L'Eco di Bergamo sulla ludopatia. Lunedì 1° luglio, dunque, l'argomento verrà affrontato in Consiglio comunale e poi potrà partire l'adesione ufficiale. «L'amministrazione – ha dichiarato il primo cittadino – è fortemente impegnata in questa battaglia. Lo dimostra anche che abbiamo portato il tema nell'aula del Consiglio che è per eccellenza il luogo più importante della democrazia locale».

Tentorio ha però voluto evidenziare che, nonostante l'impegno profuso, sono gli enti legiferanti a dover intervenire: «È necessario che Regione e Governo si attivino e approvino norme precise che oramai si sono rese indispensabili». L'appello è stato condiviso da tutti i partecipanti a quello che doveva essere l'ultimo incontro di questa campagna: ma il direttore generale dell'Asl di Bergamo, Mara Azzi, e il direttore de L'Eco di Bergamo, Giorgio Gandola, promotori dell'iniziativa che ha già interessato Romano e Albino, hanno rinnovato la loro disponibilità a ripartire con un altro ciclo di conferenze dopo l'estate.

Mara Azzi ha sottolineato il ruolo dell'azienda sanitaria locale nel contrasto di tutte le malattie e quindi anche della ludopatia: «La funzione dell'Asl – spiega – è quello della prevenzione. Ecco perché uno dei servizi che proponiamo è quello del Dipartimento delle dipendenze. L'azzardo legalizzato sta facendo aumentare le persone che si rivolgono al Sert, ma il numero resta sempre troppo basso». Secondo Azzi per arrestare la diffusione della malattia del gioco è necessario «contrastare la pubblicità e agire sull'informazione in modo di arrivare a più persone possibili e far capire quali sono i rischi di slot e simili».

Il gioco è associato agli stupefacenti e parimenti viene trattato: «È la nuova droga legalizzata – commenta il direttore de L'Eco di Bergamo – certificata dalla legge dello Stato che stabilisce la lontananza o meglio la vicinanza delle bische da scuole e oratori». Il direttore ha sottolineato, poi, il rischio rappresentato dai bar («L'angolo dell'azzardo diventa alla portata di tutti») e sollecita: «Basterebbe che le slot venissero aggiunte alla lista dei giochi illegali, ma ho la sensazione che ciò non avverrà. Noi quindi andiamo avanti e speriamo in un game over».

L'assessore alle Attività produttive Enrica Foppa Pedretti, ha ricordato tutto quello che il Comune sta facendo in questa campagna: «Già a dicembre abbiamo approvato il regolamento che stabilisce la distanza minima che devono rispettare esercizi come sale slot e sexy shop. Inoltre sono in contatto costante con Legautonomie per l'adesione al manifesto dei sindaci e per restare informata sulla proposta di legge di iniziativa popolare che intende portare avanti». Foppa Pedretti invita pubblicamente Roma affinché «venga dato alle amministrazioni la possibilità di decidere il numero delle sale Vlt e la loro localizzazione».

L'assessore alle Politiche sociali Leonio Callioni, in qualità di presidente del consiglio di rappresentanza dei sindaci che ha già firmato il manifesto, ha evidenziato il suo sconcerto rispetto alle mancanze del Governo («non è possibile sfruttare la debolezza delle persone per fare cassa») e sottolineato l'importanza «dell'elemento culturale. Da qui può partire la reazione della società civile a portare lo Stato a legiferare. Anche i bambini possono avere un ruolo importante nelle famiglie, lo abbiamo già sperimentato con il tabagismo. Possono farsi portatori di valori contrari al gioco».

Della stessa opinione Paolo Donadoni, responsabile del Sert di Bergamo: «Tra i vari progetti che mettiamo in atto ci sono anche attività scolastiche che sviluppano le capacità di protezione dei bimbi». Don Claudio Visconti, direttore della Caritas Diocesana bergamasca, ha ricordato che la battaglia contro l'azzardo deve essere globale: «Il gioco deve essere affrontato da tutti i punti di vista. Non è solo un business e un peccato. È una malattia della libertà e per contrastarla bisogna andare a toccare i cuori delle persone».

fa.tinaglia

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