Giovedì 27 Giugno 2013

Muore in moto 26enne di Bergamo
S. Caterina in lutto, niente musica

È finito in moto contro due auto in sosta ed è morto poco dopo in ospedale, a Bergamo. Tragico incidente in via Alberico da Rosciate nella notte tra mercoledì 26 e giovedì 27 giugno: Matteo Carozzi, 26 anni di Bergamo, era in sella alla sua Ducati quando ha perso il controllo della sua due ruote, ha sbandato ed è finito contro due auto parcheggiate nella strada.

Lo schianto intorno all'una. Il giovane è caduto a terra, battendo violentemente la testa: immediatamente soccorso, è stato trasferito al Papa Giovanni di Bergamo in gravissime condizioni. Qui è morto intorno alle due: vani tutti i tentativi di salvarlo.

Matteo abitava a Bergamo, nel quartiere San Paolo, con i genitori e il fratello. Molto conosciuto in città, il suo soprannome era «R'n'R», ed era un ragazzo solare, amante delle moto e con molti amici. Su Facebook, nella sua pagina personale del 26enne, i primi messaggi degli amici.

Matteo si era da poco laureato e lavorava da un commercialista. Frequentava spesso i locali di Borgo Santa Caterina e, proprio per ricordarlo e nel rispetto della sua scomparsa, gli organizzatori della festa de «I venerdì del Borgo» hanno deciso, per venerdì 28 giugno, di sospendere tutte le attività musicali della serata. «A seguito della morte del giovane Matteo Carozzi, frequentatore di Borgo Santa Caterina, a causa di un incidente motociclistico in Via Alberico da Rosciate, il consiglio direttivo dell'associazione Borgo Santa Caterina ha deliberato di rivedere il programma di venerdì 28 giugno, de “I venerdì del Borgo”, decidendo di annullare tutti gli spettacoli musicali sulla via - si legge in un comunicato stampa -. Con questo gesto l'associazione, fin dall'inizio sensibile a tutte le problematiche della via, vuole essere vicina alla famiglia della giovane vita spezzata tragicamente dal destino. Si è comunque deciso di proseguire con il resto del programma de “I venerdì del Borgo” soprattutto per evitare problemi di gestione dell'ordine pubblico dovuti all'impossibilità di avvertire la massa di utenza che si appresta a partecipare all'iniziativa dato anche il residuo margine temporale per la corretta ed efficace comunicazione».

fa.tinaglia

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