Sabato 29 Giugno 2013

«Nel dubbio butti nel sacco grigio»
Ma è una risposta «sconcertante»

Fare la raccolta differenziata per alcuni è una sorta di vocazione: qualcuno, come la nostra lettrice Monica Morzenti, aveva iniziato anche prima che diventasse obbligatorio. Ma quando Monica si è interessata per sapere come differenziare alcuni rifiuti si è sentita rispondere con un «nel dubbio butti tutto nel sacco grigio». Una risposta sconcertante, scrive.

Ecco la sua lettera
«Da anni faccio la raccolta differenziata, ho sempre suddiviso i rifiuti, anche prima del ritiro porta a porta, conferendoli alle rispettive campane, dotandomi di un composter, portando in discarica le cose non smaltibili, boicottando i prodotti con imballaggi ingombranti o inutili e soprattutto educando i miei figli a fare lo stesso.

All'avvento del sacco giallo, contenta di questo progresso, chiamo la Bas per avere alcuni chiarimenti su certi rifiuti che non so dove collocare (blister? contenitori delle uova?).

E la risposta, o meglio LE RISPOSTE, visto che dopo il numero verde ho chiamato gli uffici stessi della Bas, sono state a dir poco sconcertanti: "Signora, non guardi il pieghevole della Bas, perché quello lo scrivono quegli intelligentoni della comunicazione che non hanno altro a cui pensare. Usi il buonsenso e nel dubbio BUTTI TUTTO NEL SACCO GRIGIO" (testuali parole).

Ecco qual è il nostro problema, in Italia: ciascuno è chiamato a usare il proprio buon senso, anziché applicare una regola comune. E così, prima o poi, nel sacco grigio ci finiremo pure noi.
Grazie per l'ospitalità, un saluto cordiale»
Monica Morzenti

r.clemente

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