Domenica 30 Giugno 2013

Basta villette al San Fermo
Dalla Provincia arriva lo stop

Dietrofront, e non di pochi passi. La Provincia ha messo pesantemente mano al Piano di governo del territorio di Grone, che sui Colli di San Fermo aveva gettato le basi per un'ulteriore possibile espansione urbanistica. All'amministrazione comunale guidata dal sindaco Gianfranco Corali non è rimasto altro che prendere atto e innescare la marcia indietro, cancellando uno degli Ambiti di trasformazione previsti e mettendone nel congelatore altri due.

Altro che i temporali ogni due per tre di questa stramba stagione. Sui Colli di San Fermo s'è scatenato ben altro. Una bufera più finita. Nell'occhio del ciclone il Pgt, sullo sfondo le elezioni del 2014, quando Corali dovrà cedere il passo (è al secondo mandato, dopo due round bulgari) e sulla scena avanzano forze nuove. O quasi. O forse.

Adottato a fine 2012, lo strumento urbanistico è passato al vaglio della Provincia per la compatibilità con il Ptcp (Piano territoriale di coordinamento provinciale). E Via Tasso, tagliuzzando mica male qui e là, ha messo la parola fine sulla battaglia di cifre che si era scatenata tra maggioranza, minoranza e non solo. Nelle previsioni del Pgt c'erano, dunque, tre Ambiti di trasformazione (Atr), ovvero aree dove si possono costruire nuove case.

«Nessuna colata - aveva detto Corali -, ma uno sviluppo che sarà l'amministrazione comunale a governare: le aree coinvolte sono complessivamente 35.500 per una volumetria massima di 14mila metri cubi, ma di queste ne resteranno a verde circa 33mila». Il circolo di Legambiente Val Cavallina e Val Calepio, raccogliendo l'appello della minoranza «Docg. Denominazione origine controllata gronese» aveva presentato un'osservazione al Pgt: «A chi e a che cosa servono - aveva spiegato Marco Bernasconi, capogruppo dell'opposizione - nuove case sui Colli dove non si contano gli appartamenti in vendita?».

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m.sanfilippo

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