Giovedì 11 Luglio 2013

Il ministro Kyenge a Bergamo
Provocazione leghista dal cielo

Manifestazione a favore davanti alla Prefettura, promossa dal Pd. Doppia protesta dei leghisti: una dozzina, a Sant'Agostino, armati di maglietta per chiedere la cittadinanza padana; poi dal cielo con uno striscione. Trascinato da un aereo, riportava la scritta «Stop ai clandestini - Lega Nord».

Così la visita a Bergamo del ministro per l'Integrazione Cécile Kyenge. Il ministro è giunto in città - preceduto da una serie di polemiche - per la giornata della «Carovana della Libera Circolazione» promossa da una serie di associazioni a livello nazionale: un progetto itinerante con partenza da Bolzano e destinazione Matera che ha come obiettivo quello di sensibilizzare, informare e dibattere pubblicazione sulla libera circolazione degli individui e sui diritti di cittadinanza.

La tappa di Bergamo si sviluppava in tre momenti. Alle 17 l'incontro istituzionale del ministro con il prefetto. In via Tasso si sono dati appuntamento i sostenitori di Cécile Kyenge, qualcuno con tanto di maglietta raffigurante il suo volto.

Intorno alle 17,30 Cécile Kyenge si è spostata all'università, in Sant'Agostino, per l'incontro con una delegazione di rappresentanti delle istituzioni locali, degli enti territoriali attivi sui temi dell'immigrazione, delle associazioni dei cittadini stranieri, con presentazione di un «Dossier immigrazione Bergamo», proposto dai soggetti aderenti all'iniziativa.

Qui - anche loro con una maglietta preparara ad hoc - si erano dati appuntamento i leghisti. La scritta sulla maglia recitava: «Ministro mi può aiutare? Voglio la cittadinanza padana». La delegazione del Carroccio ha chiesto di poter incontrare Cécile Kyenge, ma non ha avuto soddisfazione. Nel frattempo l'aero con lo striscione ha sorvolato la zona.

In S. Agostino si è poi svolto il seminario-dibattito su «Il futuro anteriore della cittadinanza: culture, diritti, percorsi», coordinato da Vanni Maggioni, introdotto dal prorettore.

Fra gli interventi quello del vescovo Francesco Beschi che ha voluto sottolineare come la terra bergamasca abbia sempre dimostrato capacità di incontro, accoglienza e ascolto nei confronti degli immigrati. Don massimo Rizzi, dell'Ufficio migranti della diocesi, ha usato parole forti: «La Chiesa cattolica deve far aprire gli occhi ad alcuni ipovedenti che non vogliono vedere questa presenza nel nostro Paese».

Alle 20,45 l'ultima tappa al Patronato San Vincenzo di via Gavazzeni: «Futuro prossimo - Sul filo della notte», festa aperta con musica, cibo, incontri, messaggi.

r.clemente

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