Martedì 23 Luglio 2013

L'ospedale per i malati oncologici
Arte e parrucche della solidarietà

Fare di quello di Bergamo un ospedale sempre più vicino ai malati oncologici, andando oltre le esigenze puramente cliniche ed assistenziali. È  l'obiettivo che accomuna due progetti presentati dal Papa Giovanni: Parrucche della Solidarietà e Arte in Ospedale.

A fare da trait d'union tra i due progetti l'Associazione Oncologica Bergamasca, che ha portato a Bergamo due iniziative nate al di fuori dei confini orobici. «Sono due iniziative che l'Aob Onlus presenta con orgoglio – ha commentato Gaudenzio Cattaneo, presidente dell'Aob -, in quanto costituiscono un contributo tangibile all'assistenza a favore dei pazienti oncologici, e un arricchimento ulteriore all'eccellenza del nostro prestigioso ospedale».

Un'attività che si traduce, in Ematologia, in più di 500 ricoveri all'anno, 18.000 visite, 130 trapianti di midollo, più di 400 nuove diagnosi. In Oncologia lo scorso anno sono stati registrati 1.697 nuovi casi di tumore, più di 4 al giorno, con un aumento del 30% rispetto all'anno precedente, per un totale di più di 300 ricoveri e 18 mila prestazioni ambulatoriali.

Il progetto Parrucche della solidarietà è stato sviluppato dall'associazione brianzola Cancro Primo Aiuto ed è già realtà in altri ospedali lombardi. Ora anche a Bergamo tutti i pazienti che perdono i capelli in seguito a cicli di chemioterapia possono avere a disposizione gratuitamente una parrucca di alta qualità e contare sulla consulenza di esperti acconciatori per la scelta del modello più appropriato sia in termini di acconciature che di colori.

«La donna è da sempre al centro di molte nostre iniziative – ha dichiarato Plinio Vanini, vicepresidente di Cancro Primo Aiuto Onlus –. Tra queste c'è il Progetto Parrucche, rivolto alle donne malate di cancro che si devono sottoporre a chemioterapia: regalare loro una parrucca può aiutarle a ridurre il dramma della perdita dei capelli e a recuperare quella serenità necessaria per portare avanti una famiglia e una casa. Perché se è vero che il cammino verso la guarigione è spesso lungo, è altrettanto certo che con l'aiuto di tutti può essere meno duro e faticoso».

Il secondo progetto che coinvolge il dipartimento di Oncologia ed ematologia di Bergamo ha visto la luce negli Stati Uniti, dove ha sede la Foundation for Photo/Art in Hospitals , organizzazione no profit che ha donato 250 tavole fotografiche di 50 x 75 cm con immagini naturalistiche, ora esposte alle pareti degli ambulatori del day hospital di Oncoematologia e della Radioterapia.

Il progetto si basa su diversi studi scientifici che hanno dimostrato la valenza terapeutica dell'ambiente in cui vengono erogate le cure e la correlazione fra l'ambiente ospedaliero e la promozione della salute. In particolare le immagini naturalistiche possono rappresentare una piacevole distrazione importante per i malati, perché capaci di rievocare ricordi in grado di riaccendere la speranza e la forza di lottare contro la malattia.

«Rendere più umana l'assistenza significa riscoprirne il significato più ampio, andare oltre la terapia, prendersi cura del paziente come persona nelle sue diverse componenti - ha spiegato il Vicepresidente dell'Aob, Giorgio Seminati - . Per questo abbiamo deciso di intervenire sulla qualità di cura non solo sotto dal punto di vista fisico ma anche come medicina dello spirito, per influire positivamente sulle emozioni e sulla fiducia dei pazienti».

Le foto sono state realizzate dalla presidente della fondazione, Elaine Poggi, fotografa di origine americana che da molti anni vive a Firenze. Mrs Poggi ha fornito un campione di oltre 500 foto, che sono state selezionate con l'aiuto del servizio di Psicologia Clinica dell'Ospedale di Bergamo. Alle immagine firmate da Elaine Poggi, si sono aggiunti anche alcuni scatti dei fotografi bergamaschi Paolo Ardiani e Dimitri Salvi, che hanno donato suggestive immagini della città di Bergamo.

«La grande sfida che l'ospedale Papa Giovanni ha accolto nel prendersi cura dei propri pazienti è quella di interrogarsi sul tema dell'ospitalità, intesa come possibilità di restituire significato all'incontro in corsia – ha spiegato Maria Simonetta Spada , responsabile della Psicologia clinica dell'ospedale Papa Giovanni XXIII -. Strumenti come i quadri alle pareti e la possibilità di essere accompagnati nel percorso di cura anche nei cambiamenti che il proprio corpo è costretto a subire contribuiscono ad offrire ospitalità, una modalità che si contrappone tanto all'indifferenza quanto alla sopraffazione e alla presunzione di sapere cosa è meglio per chi attraversa la malattia».

«Vorrei ringraziare il mondo del volontariato che ancora una volta si è dimostrato partner prezioso e insostituibile per la nostra azienda ospedaliera – ha concluso Carlo Nicora , direttore generale dell'Ospedale di Bergamo -. Con le loro riflessioni, il loro aiuto e i loro stimoli i volontari contribuiscono in modo decisivo a fare del nostro ospedale un punto di riferimento delle cure oncologiche sul territorio bergamasco, dove i pazienti possono trovare terapie di ultima generazione, coniugate a un'intensa attivit à di ricerca e a un insieme di servizi pensati per rispondere a bisogni che vanno oltre quelli primari della cura della malattia».

Come chiedere la parrucca
Per richiedere una parrucca è sufficiente mettersi in contatto con il responsabile dei volontari dell'Aob al numero 335.1355643 oppure fissare un appuntamento con l'assistente sociale del Dipartimento di Oncologia ed ematologia mandando una mail all'indirizzo aliceterzi@hpg23.it oppure contattandola telefonicamente al numero 035.2673692 il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 8.30 alle 9.30.

r.clemente

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