Lunedì 29 Luglio 2013

La città assediata dal caldo: 40° C
E sul Sentierone non c'è nessuno

Traghettati da Caronte, in un caldo afoso e davvero poco sopportabile. Come annunciato dalle agenzie meteo, in terra orobica, direttamente dal deserto algerino, è arrivato l'anticiclone, così temibile da essersi guadagnato appunto il nome di «Caronte», alzando le temperature a 40°.

E il nome scelto dai meteorologi calza a pennello, perché domenica 28 luglio in città le condizioni meteo sono state davvero «infernali». L'orribile nocchiero non ci ha traghettato verso i gironi danteschi, ma ha sicuramente contribuito a cambiare volto alla città, completamente deserta.

A partire dal centro piacentiniano, le persone a passeggio si contano sulle dita di una mano. Pochi i coraggiosi che sono usciti di casa per la «missione gelato», massima ambizione della giornata. Sulle panchine del viale che dalla stazione porta a Città Alta, si intravede qualcuno seduto sulle panchine, a godere di un po' di ombra.

Anche sul Sentierone, la stessa cartolina desolata. Non ha rinunciato all'uscita pomeridiana un gruppetto di anziani, seduti sulle panchine del salotto cittadino a scambiarsi due chiacchiere. Loro l'hanno presa con filosofia, ne hanno viste di estati calde, con o senza Caronte.

Il caldo percepito non concede una tregua nemmeno sui colli. Arrivati in Città Alta, lungo la Corsarola, con gli storici edifici che fanno da filtro, si soffre un po' meno, ma quando si apre Piazza Vecchia, il sole è pungente e deciso a far sloggiare chi ci transita. Tutti in piscina. I più impavidi sono i turisti stranieri.

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m.sanfilippo

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