Martedì 20 Agosto 2013

«Lido Fontanì come il Far West»
La denuncia di Legambiente

Da area verde a Far West sia sulla terra che in acqua. Così si sta trasformando il Lido Fontanì di Sarnico. E' quanto denuncia il Circolo Legambiente del basso Sebino che ha chiesto un intervento al sindaco di Sarnico, al corpo della Forestale e alla Soprintendenza dei Beni ambientali e culturali

«Il lago d'Iseo - si legge in una nota . non è Formentera, non ci sono gli spazi, non c'è il mare e non ci sono le condizioni per un tipo di turismo connesso al divertimento giovanile, in particolare. Il Lido Fontanì di Sarnico era una bellissima area verde che, da due anni, si sta trasformando in qualcosa di molto diverso. Chioschi , ombrelloni, aree per beach volly, attracchi per imbarcazioni, frequentati anche da moto d'acqua vietate, tutto ciò è in contrasto con le caratteristiche ambientali del luogo. Una sorta di FarWest a terra e sull'acqua sembra regnare in questo bellissimo tratto (confinante con la Villa Faccanoni, tutelata dalla Soprintendenza), che potrebbe essere meglio apprezzato e valorizzato, anche sotto il profilo economico ed occupazionale, con un uso più moderato ed attento al contesto delicato della sponda su questo tratto di lago».

«I permessi per l'uso provvisorio e le prescrizioni dell'amministrazione comunale stati disattesi - aggiunge Legambiente -. L'inquinamento acustico è alle stelle al punto di far sembrare il lido una discoteca diurna. La carenza di controlli anche sull'acqua per la mancanza della motovedetta dei Carabinieri permettono alle barche a motore di sfrecciare pericolosamente fino a riva e alle moto d'acqua di muoversi indisturbate. Tale problematica è ben presente all'amministrazione comunale in indirizzo alla quale si sono già rivolti una cinquantina di residenti della zona con una petizione per ridurre l'inquinamento acustico proveniente dal lido Funtanì e che, in più occasioni, sono state segnalate situazioni non conformi alle norme, sia ai carabinieri locali che alla guardia forestale».

Nella lettera Legambiente chiede «il ripristino della situazione precedente, tenendo conto che le acque del lago e delle sue rive sono già in stato precario e che alla loro tutela si ispira il piano territoriale regionale della Lombardia».

e.roncalli

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