Lunedì 26 Agosto 2013

Estate e abbandoni, vita da cani
«La crisi spesso è una scusa»

La nascita di un figlio, separazioni, traslochi, la crisi economica. Sono le più disparate le motivazioni fornite da chi si rivolge ai canili per cercare una nuova sistemazione ai propri animali. Motivazioni che, spiegano i volontari, in alcuni casi hanno il sapore amaro delle scuse, pronunciate da chi non vuole più tenere il compagno fedele.

Ma fortunatamente non tutti pensano solo a liberarsi dell'amico a quattro zampe. La crisi infatti non ha causato una riduzione delle adozioni, anche perché spesso porta chi desidera un animale a rivolgersi al canile anziché agli allevatori, che lo vendono. Sono però ridotte ai minimi termini le donazioni, e aumentano le famiglie che dicono addio al proprio cane.

Ma a parte chi si trova in situazione estreme, i volontari sentono le cose più assurde, del tipo: «Il mio cane è vecchio, me lo dà un cucciolo?». Una richiesta di scambio che potrebbe quasi far ridere se non fosse arrivata seriamente al canile di Calvenzano (attualmente ospita circa 40 cani, ma in passato il numero è arrivato fino a 200-300).

«Gli abbandoni - spiega la responsabile, Angela Terni - sono costanti durante tutto l'anno», e per giustificarli «va di moda, tra i giovani sui 25 anni, dire che vanno a lavorare all'estero». Poi ci sono le coppie che aspettano la nascita di un figlio, «o stanno in una casa in affitto e il proprietario non vuole animali». Quanto alla crisi, Angela Terni sottolinea che «un cane si accontenta di poco».

«C'è chi ci chiede aiuto dicendoci che non riesce più a tenere il cane», confermano Sara Facheris e Rossella Boschini, volontarie al canile di Grignano (60 gli animali presenti). E, se è indubbio che c'è chi veramente è obbligato a dire addio al proprio animale, è altrettanto vero che «tanti usano la crisi come scusa».

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m.sanfilippo

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