Lunedì 26 Agosto 2013

Capannone-discarica sequestrato
Schilpario, considerato pericoloso

Un edificio di proprietà del Comune di Schilpario è stato sequestrato dal Corpo forestale di Bergamo perché era diventato «una discarica abusiva potenzialmente pericolosa». Si tratta del capannone in località Fondi, la cui copertura era crollata per la neve nel 2009.

Il piano terra era impiegato come magazzino e deposito dal Comune, mentre il primo piano dalla cooperativa Ski-Mine (la stessa attiva nel settore turistico con la riscoperta delle antiche miniere di Schilpario) che lo aveva diviso in due parti: una destinata a centro di accoglienza dei visitatori delle miniere e una a deposito.

Dopo il crollo del tetto del 2009 però il capannone è stato di fatto abbandonato a se stesso, in attesa anche che le assicurazioni rispondessero per i danni provocati dalla neve. Una lettera anonima, firmata da «Cittadini stanchi» qualche giorno fa aveva riacceso l'interesse attorno a questo capannone.

All'interno del capannone si trova praticamente di tutto: spiando dai pesanti portoni in ferro posti al piano terra, si riconoscono macerie e altri rifiuti. Al piano superiore ci sono auto abbandonate (una jeep senza una ruota e una Panda ribaltata), due container gialli schiacciati dal crollo della copertura, decine di vecchi sci da fondo, una motoslitta, computer e batterie, per non parlare del materiale edile accatastato qua e là.

Di fronte a questo disordine, i «Cittadini stanchi» di Schilpario hanno preso carta e penna e hanno scritto alla Procura di Bergamo, ai vari organi di polizia e pure a «Striscia la notizia». Dopo aver ricevuto la segnalazione e aver effettuato un primo sopralluogo, il nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale del comando di Bergamo del Corpo forestale dello stato, supportato dagli agenti della stazione di Vilminore, ha deciso, giovedì scorso, di mettere i sigilli al capannone.

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m.sanfilippo

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