Giovedì 12 Settembre 2013

Vicky: «La mia vita è finita»
Eleonora, la stima di Napolitano

«La mia vita è finita». Si dispera nel carcere di via Gleno Vicky Vicky, l'indiano di 25 anni che domenica sera a Chiuduno ha investito e ucciso la dottoressa Eleonora Cantamessa e travolto il fratello Baldev Kumar. Giovedì mattina 12 settembre, alle 8,30, assistito dall'avvocato di fiducia Eliana Cappuccio del Foro di Bergamo, sarà interrogato dal gip Bianca Maria Bianchi per la convalida del fermo. È accusato di omicidio volontario della ginecologa, omissione di soccorso, lesioni e rissa. Posizione che potrebbe aggravarsi se l'autopsia, in programma venerdì anche sul corpo della dottoressa, stabilirà che Baldev è morto in seguito all'investimento.

Intanto Mariella Cantamessa, la mamma di Eleonora, ha sottolineato:
«Vorrei che il sacrificio della mia Eleonora diventasse una testimonianza di amore per la vita e per il prossimo, per tutti i prossimi. Non donate fiori, ma offerte per i bambini rimasti senza papà».

La disperazione di Vicky - Vicky, interrogato lunedì nella caserma di via delle Valli come persona informata sui fatti e poi, da fermato, con il legale, ha sempre mantenuto la stessa versione, con alcune piccole modifiche. Tutto sarebbe cominciato, secondo la sua ricostruzione, nel pomeriggio di domenica a Casazza dove lui, Baldev, alcuni cugini e parenti stavano festeggiando la notizia della gravidanza della moglie di Vicky, arrivata in Italia pochi mesi fa. Quella domenica sarebbe dovuta essere una giornata di festa, ma fuori dal negozio di Casazza sono stati aggrediti da un gruppo di connazionali con i quali, in passato, c'erano state liti e dissapori per questioni economiche, di lavoro e di sport. Dopo il pestaggio Vicky sarebbe scappato in macchina e poi sarebbe tornato indietro e, secondo la sua versione, non si sarebbe accorto di aver investito il fratello e la dottoressa Eleonora Cantamessa che stava prestando i primi soccorsi.

Oltre 500 persone alla veglia di mercoledì - Intanto nella serata di mercoledì almeno 500 persone hanno partecipato alla veglia che si è celebrata davanti alla casa Cantamessa, con grande commozione anche da parte della comunità indiana presente nella Bergamasca. Colpiscono il coraggio e la fede dei genitori di Eleonora: «Vorrei che il sacrificio della mia Eleonora diventasse una testimonianza di amore per la vita e per il prossimo, per tutti i prossimi» ha detto mamma Mariella che ha aggiunto: «Non donate fiori, ma offerte per i bambini rimasti senza papà». Proprio lei nei prossimi giorni ha deciso di andare a trovare i figli dell'uomo morto con la sua Eleonora.

Il cordoglio del Capo dello Stato - Tra le tantissmi persone che hanno raggiunto nella giornata di emrcoledì casa Cantamessa, è arrivato anche il viceprefetto vicario Alfredo Nappi accompagnato dal sindaco di Trescore, Alberto Finazzi, e dal vicecomandante della stazione dei carabinieri di Trescore, maresciallo Roberto Crocco. Accolto da Mariella e Mino Cantamessa, ha portato le condoglianze del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. «Il presidente – ha detto Nappi ai genitori della ginecologa – è stato molto colpito dal gesto di sprezzo del pericolo e di grande coraggio della dottoressa Cantamessa. E mi ha chiesto di farmi interprete presso la famiglia dei sentimenti di stima che oggi porto ai genitori di un medico dell'Italia più bella». La famiglia ha ringraziato per la vicinanza del Capo dello Stato in questo momento di dolore e ha chiesto di poter aver al più presto il nullaosta per ottenere la salma della figlia. Il desiderio, infatti, è di celebrare il funerale sabato.

Su L'Eco di Bergamo di oggi 5 pagine sulla storia di Eleonora

fa.tinaglia

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