Mons. Gervasoni vescovo di Vigevano
In Duomo l'ordinazione episcopale

Sabato 28 settembre alle 17 in Cattedrale a Bergamo si svolgerà la solenne celebrazione di ordinazione episcopale di mons. Maurizio Gervasoni, nuovo vescovo di Vigevano. Presiederà il solenne rito di consacrazione il cardinale Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo emerito di Milano.

Mons. Gervasoni vescovo di Vigevano In Duomo l'ordinazione episcopale

Sabato 28 settembre alle 17 in Cattedrale a Bergamo si svolgerà la solenne celebrazione di ordinazione episcopale di mons. Maurizio Gervasoni, nuovo vescovo di Vigevano. Presiederà il solenne rito di consacrazione il cardinale Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo emerito di Milano, che per più di un anno è stato Amministratore Apostolico di Vigevano, dopo le dimissioni per motivi di salute del precedente Vescovo.

Conconsacranti saranno il Vescovo di Bergamo Mons. Francesco Beschi e il già Ausiliare Mons. Lino Belotti. Concelebreranno altri Vescovi bergamaschi o appartenenti alla Conferenza Episcopale Lombarda nella quale Mons. Maurizio entra a far parte come Vescovo di Vigevano. Nel cartoncino di invito si legge: “Sua Eccellenza Mons. Maurizio Gervasoni, Vescovo di Vigevano, rendendo grazie a Dio è lieto di invitare a condividere nella preghiera la gioia dell'Ordinazione Episcopale”.

L'immagine ricordo raffigura la “Madonna Meterza”, presa dalla recinzione presbiterale ritrovata negli scavi che hanno portato alla luce l'antica Cattedrale di Bergamo, sotto l'attuale Duomo.

L'accesso in Cattedrale è libero, ma i posti non sono molti viste le delegazioni, le istituzioni, le autorità e i concelebranti presenti. Vi è la possibilità di seguire la celebrazione nella adiacente Basilica di Santa Maria Maggiore dove è stato predisposto un maxischermo.

La celebrazione viene trasmessa in diretta televisiva da Bergamo Tv.

I sacerdoti che intendono concelebrare sono pregati di farsi trovare in Cattedrale nel settore loro assegnato, per le ore 16.30, portando con sé camice e stola bianca. Il corteo con i Vescovi partirà invece dal salone Papa Giovanni della Curia Vescovile.

I giornalisti che desiderano accreditarsi per la celebrazione sono invitati a prendere contatto con la Curia Vescovile di Bergamo. Non sono consentite riprese. Per materiale fotografico o video è necessaria richiesta.

Il rito dell'ordinazione episcopale è composto da alcuni gesti significativi: dopo l'invocazione allo Spirito Santo, c'è la presentazione dell'eletto (da parte del Vicario Generale di Vigevano), poi si legge la Bolla Papale di nomina (da parte del Vicario Generale di Bergamo), quindi di invocano i Santi con il canto delle litanie mentre il nuovo Vescovo è prostrato a terra.

Momento centrale è l'imposizione delle mani sul capo dell'eletto da parte dei Vescovi presenti, a cui segue la solenne preghiera di ordinazione mentre il nuovo Vescovo è in ginocchio e due sacerdoti tengono aperto sul suo capo il libro dei Vangeli. Il Cardinale poi ungerà con il l'Olio del Sacro Crisma il capo del nuovo Vescovo. Il rito dell'ordinazione si conclude con la consegna al nuovo Vescovo del libro dei Vangeli, dell'anello episcopale, della mitria e del bastone pastorale.

Al termine della celebrazione eucaristica il canto di ringraziamento del “Te Deum”, mentre il nuovo Vescovo scende tra i fedeli a impartire la prima benedizione episcopale. Per tutta la celebrazione il nuovo Vescovo viene accompagnato da due “preti assistenti”, che rappresentano simbolicamente il cammino della comunità ecclesiale da cui proviene: saranno Mons. Maurizio Malvestiti compagno di ordinazione sacerdotale di Mons. Maurizio, e don Andrea Pirletti Viceparroco di Santa Lucia dove era Parroco.

Le insegne vescovili che vengono consegnate all'ordinazione sono contrassegnate anche da alcuni legami affettivi particolari. La croce pettorale e l'anello in argento, opera dello scultore Blumer, sono regalati dal Vescovo di Bergamo a nome di tutta la diocesi. La croce pettorale è copia dell'antichissima detta di “San Procolo”, custodita nel Museo del Tesoro della Cattedrale. È ormai una tradizione che la copia di questa croce venga donata a tutti i Vescovi Bergamaschi nel momento della loro ordinazione, come profondo e significativo legame con la diocesi nativa. L'anello episcopale invece riporta una copia della moneta medievale battuta a Milano detta “Ambrogino” che raffigura Sant'Ambrogio, che è anche patrono di Vigevano, diocesi nella quale Mons. Maurizio è inviato dal Papa come Vescovo. La mitria è dono dei compagni di ordinazione sacerdotale, opera della Scuola d'Arte Beato Angelico di Milano. Il pastorale è dono della comunità (parrocchia e comune) di Sarnico dove Mons. Maurizio è nato. Un fondo di carità invece raccoglie le donazioni di tutti coloro che desideravano fare un regalo al nuovo Vescovo, che ha pensato di destinare quanto raccolto per le persone più bisognose.

Domenica 29 settembre due Messe di ringraziamento saranno celebrate dal nuovo Vescovo. A Sarnico, suo paese nativo, alle ore 10.30 (preceduta alle 9.30 dall'accoglienza presso il Comune). Nella Parrocchia di Santa Lucia, della quale era Parroco, la celebrazione sarà alle ore 19.

Il solenne ingresso nella Diocesi di Vigevano sarà sabato 5 ottobre, alle ore 16,30. Il primo saluto, come è tradizione per i Vescovi di Vigevano, avverrà alla chiesa di San Bernardo, per poi portarsi processionalmente in Duomo per la Celebrazione Eucaristica che avrà inizio alle ore 17. Lo stemma del nuovo Vescovo.

Secondo la tradizione araldica ecclesiastica cattolica, lo stemma di un Vescovo è tradizionalmente composto da uno scudo riconducibile a fattezze di scudo araldico e contiene dei simbolismi tratti da idealità personali, o da tradizioni familiari, oppure da riferimenti al proprio nome, all'ambiente di vita, o ad altro, da una croce astile, un cappello prelatizio (detto galero, ora andato in disuso), con cordoni a dodici fiocchi, pendenti, sei per ciascun lato, di colore verde; un cartiglio inferiore recante il motto. Le parole scelte da Mons. Gervasoni sono “Visu sim beatus tuae gloriae” (A tal visione io sia beato della Tua gloria), tratte dall'ultima strofa dell'inno eucaristico “Adoro Te devote”, attribuito a San Tommaso d'Aquino. Parole intrise di forte senso escatologico, in quanto l'Eucaristia anticipa la visione, e quindi la condivisione, della gloria di Dio. L'interpretazione degli elementi raffigurati: l'azzurro del primo e del quarto quadrante dello scudo, simboleggia l'acqua del lago d'Iseo che bagna Sarnico, paese d'origine di Mons. Gervasoni e quella del Ticino, il fiume che attraversa Vigevano, la Diocesi affidata da Papa Francesco alla cura pastorale del Vescovo Maurizio.

Inoltre è anche il colore simbolo dell'incorruttibilità della volta celeste, delle idealità che salgono verso l'alto; rappresenta il distacco dai valori terreni e l'ascesa dell'anima verso Dio. L'ape è un classico simbolo di Sant'Ambrogio, Patrono di Vigevano ed anche la Cattedrale è a lui intitolata. Infatti, Sant'Ambrogio era solito paragonare l'operosità della Chiesa all'alveare e i suoi membri devoti alle api. È simbolo pasquale, come canta l'inno liturgico pasquale dell'Exultet descrivendo il cero "frutto del lavoro delle api".

C'è poi la dolcezza dell'ambrosia, che richiama la grazia. Il giglio, qui rappresentato in foggia araldica, identifica Sant'Alessandro, Patrono di Bergamo, diocesi di provenienza di Mons. Gervasoni. Infatti, nell'iconografia artistica, il santo, che era un militare della milizia tebana prima del suo martirio per non aver abiurato alla fede cristiana, viene rappresentato a cavallo, rivestito di un'armatura e recante un vessillo gigliato. Secondo la tradizione al suo martirio dove cadevano le gocce del suo sangue fiorivano gigli. Il secondo e il terzo quadrante dello scudo sono occupati da un motivo “scaccato” di dodici quadrati colorati in argento e in rosso.

Tale simbologia è tratta dallo stemma di famiglia del Vescovo Maurizio il cui scudo era occupato da dodici piccoli quadrati a rappresentare, sembra, dodici piccoli appezzamenti di terreno di proprietà della famiglia. Il numero dodici vuole anche costituire un chiaro riferimento ai Dodici Apostoli, di cui i Vescovi sono i diretti successori. Il colore rosso dei quadrati simboleggia l'amore, la Carità, mentre l'argento in araldica è il simbolo della trasparenza, quindi della Verità e della Giustizia, doti che, unitamente alla Carità, devono sempre sostenere lo zelo pastorale del Vescovo.

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