Domenica 29 Settembre 2013

Niente per le case popolari
L'intervento di Rifondazione

«Sorpresa - scrive Francesco Macario, segretario provinciale Rifondazione Comunista - nel bilancio dell'amministrazione comunale di Bergamo: lo Stato ha restituito più di un milione di euro a Palafrizzoni. L'amministrazione comunale ne ha quindi destinati 170 mila per la promozione turistica in vista di Expo 2015, 300 mila euro all'Accademia Carrara, 75 mila euro per i negozi di vicinato e altri ancora per la videosorveglianza della stazione e la sicurezza di alcuni quartieri.

Nulla è stato destinato per le manutenzioni delle case popolari o per costruirne di nuove. E questo avviene nelle stesse ore in cui assistiamo all'ennesimo prevedibile flop del piano delle alienazioni approvato dal Consiglio comunale contestualmente al bilancio di previsione 2013.

Infatti come era accaduto gli anni scorsi, sono pochissimi i beni che l'amministrazione è riuscita a piazzare sul mercato per ricavare risorse da investire. Uno dei dati più significativi è appunto la mancata vendita degli alloggi Erp. L'amministrazione comunale avrebbe voluto far cassa, teoricamente per ristrutturare altri alloggi popolari, ma nessuna delle “case popolari” è stata ceduta. La necessità di vendita era stata drammatizzata e resa, a detta dell'amministrazione, inevitabile proprio dalla necessità ormai improrogabile di intervenire con manutenzioni serie su molti alloggi sociali del comune. Ma, quando l'amministrazione non è riuscita a vendere lo stock di case comunali previsto, si è velocemente dimenticata delle case popolari fatiscenti dirottando i fondi comunque reperiti in altre direzioni.

Ora per coprire i costi dei cantieri cittadini e delle manutenzioni previste l'amministrazione dice per bocca dell'assessore al Bilancio Enrico Facoetti, di essere costretta a ricorrere alla vendita di parte delle azioni A2A. Ma errare è umano perseverare è diabolico.

Anche questa vicenda chiarisce dove batte il cuore di questa amministrazione, lontano dai cittadini in difficoltà, lontana dalla soluzione dei problemi sociali accentuati dalla crisi, ma vicina agli interessi dei soliti ceti privilegiati (commercianti, imprenditori e grande borghesia). Una sconvolgente “lotta di classe” dei ricchi contro i meno abbienti che trova l' amministrazione comunale del centrodestra di Bergamo schierata in prima linea».

r.clemente

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