Giovedì 10 Ottobre 2013

«È stato un errore annunciato»
Gli architetti contro il piazzale

«Il nostro Ordine aveva già evidenziato con chiarezza, in un intervento ospitato dal vostro giornale il 18 marzo 2012, il rischio, purtroppo inascoltato, che si stava correndo nell'utilizzare metodi inadeguati per raggiungere quella qualità necessaria a realizzare opere pubbliche di notevole rilevanza».

Lo scrive il presidente dell'Ordine degli Architetti della provincia di Bergamo, Francesco Valesini, in relazione al rifacimento di piazzale Marconi, davanti alla stazione ferroviaria, al centro di aspre critiche da quando la piazza è stata riconsegnata alla città dopo mesi di lavori.

«Ne parlammo - scrive ancora Valesini - riferendoci al progetto della risalita di Città Alta, oggi ancora sulla carta per mancanza di fondi, ma richiamando anche esplicitamente il caso della stazione, per le diverse analogie nel modo in cui si è pensato di gestirle».

«Conosciamo bene l'alto livello di competenza della Sovrintendenza e il ruolo indispensabile che ricopre nella tutela e salvaguardia del patrimonio storico e architettonico della nostra città».

«È in discussione un metodo che dovrebbe essere dettato dall'eccezionalità ed è invece diventato regola, che porta a far assumere all'ispettore della Sovrintendenza una parte che troviamo del tutto anomala ed eccessiva, avallando operazioni che sentiamo come culturalmente regressive».

«Ciò - annota ancora Valesini - avviene in modo particolare in contesti come quello della stazione, che hanno a che fare più con la dimensione della città del XXI secolo che con quella del passato, verso cui deve comunque rapportarsi ma senza riprenderne necessariamente e pedissequamente i criteri compositivi».

Leggi l'intervento dell'architetto Valesini su L'Eco in edicola giovedì 10 ottobre

a.ceresoli

© riproduzione riservata