Mamme e figlie in difficoltà
A Monterosso c'è «Casa Sara»

Ogni anno il 17 ottobre si celebra la Giornata internazionale di lotta alla povertà promossa dall'Onu. E la La Caritas diocesana proprio giovedì alle 17 inaugura gli alloggi per l'accoglienza del servizio SaraCasa, che si trovano a Monterosso.

Ogni anno il 17 ottobre si celebra la Giornata internazionale di lotta alla povertà promossa dall'Onu. E la La Caritas diocesana proprio giovedì alle 17 inaugura, alla presenza del vescovo Francesco Beschi, gli alloggi per l'accoglienza del servizio SaraCasa, che si trovano presso Casa Padre Aldo in via Barelli nel quartiere di Monterosso.

I lavori di ristrutturazione hanno comportato un impegno finanziario di circa 500 mila euro, sostenuto per 350 mila dalla Fondazione Cariplo Milano, ed hanno reso la struttura ancora più funzionale ed adatta ad ospitare nuclei familiari costituiti da madre e figli. «A SaraCasa trovano accoglienza mamme con i propri bambini che stanno vivendo situazioni di temporanea precarietà abitativa in seguito alla perdita di lavoro e alla difficoltà di pagare mutui o affitti» spiega Milena Vitali, coordinatrice del servizio.

La casa è già aperta dall'inizio del 2012 e in essa hanno trovato accoglienza, nel corso dello scorso anno, complessivamente una quarantina di mamme e bimbi; attualmente vi si trovano sei madri con otto figli di età al di sotto dei 7 anni, ma «a regime» gli appartamenti e le camere possono offrire posto per un totale di 25 persone. Durante l'ultimo anno i lavori di sistemazione hanno portato al rifacimento del tetto e degli impianti negli alloggi; inoltre si è dotato l'edificio di pannelli solari e sono stati creati spazi funzionali ai momenti di condivisione con uno spazio-laboratorio per i bambini e una sala multimediale che potrà ospitare incontri di formazione e seminari.

«Le nostre ospiti – aggiunge la coordinatrice del servizio – sono mamme, sia di origine straniera che italiane, che si trovano in un momento difficile dal punto di vista abitativo e lavorativo. Alcune hanno un marito rimasto senza lavoro, altre sono sole. Le aiutiamo a ricostruire un progetto per sé e i propri figli. La permanenza a SaraCasa può essere breve, anche di soli tre mesi, fino ad un anno perché l'obiettivo è l'accompagnamento verso l'autonomia. In tempi economicamente così difficili alcune mamme decidono di rientrare nei propri Paesi d'origine, se la situazione non migliora. Qui sono spesso sole, prive di reti familiari». 

Le donne a SaraCasa arrivano inviate dai servizi sociali che costruiscono con le operatrici e le utenti un progetto in cui le donne devono essere protagoniste. Non si tratta di una struttura per rispondere alle emergenze: «Non siamo una comunità protetta e non possiamo accogliere persone con fragilità pesanti legate alle dipendenze o a difficoltà nell'esercitare il proprio ruolo genitoriale» specifica Vitali. Con questo servizio Caritas cerca di offrire una risposta ad un fenomeno che da più di dieci anni osserva e monitora, quello cioè legato alla fragilità delle donne italiane e/o immigrate, sole o con figli minori, che si trovano in situazione di difficoltà, legata sia alle difficoltà dei nuclei familiari in emigrazione sia, soprattutto negli ultimi due anni, alla crisi economica che costringe le famiglie italiane alla frammentazione a causa della perdita della casa.

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