Mercoledì 16 Ottobre 2013

Sottopasso, nuova grana:
«ma chi paga la navetta?»

Chi paga? La questione, manco a dirlo, sta tutta qua: chi garantirà economicamente il servizio navetta (dagli 80.000 ai 100.000 euro i costi stimati) per gli studenti del polo di via Gavazzeni quando il sottopasso chiuderà? A Palazzo Frizzoni non hanno dubbi: spetta a Centostazioni, la società delle Ferrovie che si sta occupando del restyling.

L'assessore alla Mobilità Gianfranco Ceci lo ha detto chiaro e tondo già lunedì, al termine del vertice in Prefettura. E lo ha ribadito martedì: «Pronta una lettera a Centostazioni in cui chiederemo ufficialmente di intervenire e mettere mano al portafoglio. Il servizio di navetta va garantito agli studenti e ci devono pensare loro visto che il cantiere non è del Comune, ma loro». Ceci non ci gira attorno: «Non siamo noi che stiamo provocando disagi ai viaggiatori...». Ma Centostazioni glissa elegantemente: «Andiamo avanti con il cantiere che è quello che spetta a noi. Non ci siamo mai occupati di trasporti, non rientra nei nostri compiti» spiegano. Come a dire che sul problema della navetta ci deve mettere la testa (e soprattutto i soldi) qualcun altro. Quindi non pagherete? «Al momento non ci risulta» spiegano ancora dall'ufficio stampa.

La grana è sul tavolo del Comune e dovrà essere sbrogliata in tempi rapidi, al massimo entro questa settimana, considerato che la chiusura del sottopasso scatterà, nella fascia oraria dalle 7,30 alle 8,10 da giovedì 24 ottobre e che, secondo il cronoprogramma fornito, dovrebbe durare almeno quattro mesi. «Anche se non siamo stati coinvolti nel tavolo istituzionale, abbiamo seguito passo passo la vicenda. E ora stiamo predisponendo un piano insieme agli altri operatori di Atb Consorzio, Sab e Locatelli» rileva il direttore generale Gianni Scarfone. Non è uno scherzo: sono circa 6.000 gli studenti che frequentano gli istituti di via Gavazzeni. Non tutti utilizzano il sottopasso, ma la stragrande maggioranza sì. Si parla di almeno 4-5.000 ragazzi.

Per saperne di più leggi L'Eco di Bergamo del 16 ottobre

fa.tinaglia

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