L'incendio doloso sul treno
È stato assolto l'unico imputato

È stato assolto Michele Rossi, il quarantaduenne bergamasco finito in manette per incendio doloso oltre un anno fa. Il pm aveva chiesto 5 anni di condanna, ma l'assoluzione è giunta perchè non ci sarebbero prove sufficienti a carico dell'imputato.

È stato assolto Michele Rossi, il quarantaduenne bergamasco finito in manette per incendio doloso oltre un anno fa (ora è sottoposto a obbligo di dimora a Ovilio, in provincia di Alessandria, dove sta seguendo un percorso in una comunità per il recupero dei tossicodipendenti).

Il pm aveva chiesto 5 anni di condanna, ma l'assoluzione è giunta nel processo di lunedì mattina 28 ottobre perchè non ci sarebbero prove sufficienti a carico dell'imputato. Il testimone chiave dell'indagine, Raul Isas Rosas Babeto, cileno ufficialmente residente a Paratico, ma senza fissa dimora, ha ritrattato tutta la sua versione.

Era stato lui, secondo Digos e Polfer, ad aver visto Rossi versare nella notte tra il 13 e 14 giugno 2012 una bottiglietta di liquido infiammabile in un tombino di piazzale Marconi, mentre sui binari cominciavano a divampare le fiamme che hanno poi carbonizzato tre carrozze. Il movente? Secondo il pm, l'imputato era inferocito perché poco prima il personale di sorveglianza di Trenord - i famosi vigilantes con cane di razza dogo argentino al seguito, poi bocciati dalla prefettura - lo aveva fatto sloggiare dal vagone su cui aveva allestito il proprio giaciglio per la notte. Ora la testimonianza non sarebbe più confermata: da qui l'assoluzione di Rossi.

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