Ponte Secco, «inferno» di auto
C'è il progetto, ma non i soldi

C'è il progetto, ma non i soldi. L'ingresso dalla Val Brembana alla città lungo l'ex statale 470 rischia di restare un inferno ancora a lungo per gli automobilisti. E per fortuna che ci sono i birilli anticode che raddoppiano le corsie verso Bergamo.

Ponte Secco, «inferno» di auto C'è il progetto, ma non i soldi

C'è il progetto, ma non i soldi. L'ingresso dalla Val Brembana alla città lungo l'ex statale 470 rischia di restare un inferno ancora a lungo per gli automobilisti. E per fortuna che ci sono i mitici birilli anticode che ogni mattina – tra le vie Pontesecco e Ramera, a Ponteranica, fino all'incrocio tra le vie Ruggeri da Stabello e Biava, già nel territorio cittadino – raddoppiano le corsie in direzione di Bergamo. Altrimenti sarebbe la fine, dicono i pendolari.

Il nodo di Pontesecco lungo la 470 resta il nodo con la n maiscuola, «incoronato» anche dal sondaggio proposto con L'Eco cafè. Via Tasso un anno e mezzo fa aveva presentato un progetto per risolvere l'effetto collo di bottiglia ai sindaci di Villà d'Almè, Almè, Sorisole, Ponteranica, oltre che al Comune di Bergamo e alla Comunità montana Valle Brembana. Un anno e mezzo dopo non sono stati fatti molti passi in avanti. «Il problema è reperire le risorse» spiega l'assessore provinciale alla Viabilità Giuliano Capetti. Non si parla di cifre enormi: «Circa 3 milioni». Due rotatorie, via i semafori. Un progetto low coast quindi rispetto ad altre ipotesi come la variante di Ponteranica (dal costo «fuori mercato» di 100 milioni), ma di difficile realizzazione di questi tempi. «Non è che non abbiamo i soldi. Abbiamo 70 milioni bloccati a Roma, il Patto di stabilità non ce li fa spendere» chiosa Capetti. L'opera è a carico della Provincia, ma dovrebbe vedere anche la collaborazione di Bergamo per parte dei lavori che ricadono sul suo territorio, a Valtesse.


Per saperne di più leggi L'Eco di Bergamo del 29 ottobre

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