Mercoledì 25 Febbraio 2009

Legambiente: Pm10 «da incubo»
in tutta la Lombardia

Livelli di Pm10 da incubo in tutta la Lombardia: la cappa di polveri sottili che si è posizionata sulla Pianura Padana non sembra intenzionata a dissolversi e anzi le previsioni indicano che i valori di inquinamento continueranno a salire raggiungendo picchi sempre più elevati.

I primi due mesi del 2009 dunque si avvicinano pericolosamente alle orribili annate del 2006 e 2007 quando a Milano si raggiunsero i 48 e 45 giorni di superamento nei soli mesi di gennaio e febbraio. I dati Arpa indicano che già martedì la centralina di riferimento di Milano (Verziere) ha raggiunto la concentrazione di Pm10 più alta degli ultimi 5 anni: 187 microgrammi per metro cubo, il record precedente era di 185 μg/mc raggiunto l'anno scorso.

Ma a respirare peggio è chi vive nell'area est di Milano dove il Pm10 è schizzato oltre la soglia 'psicologica' dei 200 μg/mc. Una situazione di emergenza perdurante, visto che i limiti di Pm10 imposti dall'Unione Europea sono di 50 microgrammi per metro cubo, soglia che si può superare al massimo per 35 giorni all'anno.

«Nella Pianura Padana si conferma che gli epicentri dello smog, più che le singole città, sono le vaste agglomerazioni urbane: cioè proprio quei territori dove un moderno trasporto pubblico deve dare efficaci risposte ai bisogni di mobilità - dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia -. Le politiche regionali sono inadeguate a far fronte alla situazione, e le future previsioni infrastrutturali rischiano di fare ulteriormente degenerare la situazione. Il caso dell'Est Milanese è emblematico: l'insufficienza dei servizi ferroviari e metropolitani è drammatica ed evidente, ma la 'terapia lombarda' è peggiore del male, con la previsione di nuove autostrade, come TEM e BreBeMi, che porteranno in quest'area decine di migliaia di automobili e TIR in più».

In Lombardia sono già 4 i capoluoghi fuorilegge. A guidare la classifica dei peggiori è Brescia, con 40 giorni di sforamento, città che si è recentemente distinta per assurdi provvedimenti a favore del traffico automobilistico: dalla riduzione della ZTL alla soppressione delle corsie preferenziali per gli autobus. Segue Sondrio (39 giorni di sforamento), città svantaggiata dalla sua posizione infossata in una profonda e fredda valle alpina, in cui incide molto l'inquinamento derivante dagli impianti di riscaldamento. A seguire troviamo Milano con 37 giorni e Lodi con 35. Molto vicina alle città più inquinate c'è anche Mantova con 31 giorni oltre la soglia di Pm10 consentito, seguono da vicino Como, Pavia e Cremona. Solo Lecco, Varese e Bergamo restano ancora sotto i 20 giorni di sforamento, ma nel caso di Bergamo il dato è falsato dal prolungato malfunzionamento delle centraline.

Tra i maggiori responsabili dello smog alle stelle c'è il trasporto su gomma, ed in particolare quello dei veicoli commerciali e dei TIR che sfrecciano sulle nostre autostrade. Ma a rendere estremamente critica la situazione è anche il livello elevatissimo di motorizzazione privata. Milano è tra le città con il tasso di motorizzazione più alto al mondo: 63 automobili ogni 100 abitanti, a Londra solo 36 e nella grande New York addirittura 20, si intuisce quindi perché ogni anno la nostra regione raggiunge livelli di inquinamento altissimi.

«I livelli di inquinamento parlano chiaro – conclude Andrea Poggio, vicedirettore nazionale di Legambiente - l'emergenza aria in Pianura Padana ha caratteristiche continentali. Mentre nelle decisioni politiche siamo agli ultimi posti. Milano dovrebbe estendere subito l'Ecopass e la Regione Lombardia applicare subito le scelte più impegnative previste dalla legge: riduzione delle velocità massime, divieti di circolazione e una sorta di “ecopass” sui veicoli commerciali senza filtri in tutto il territorio. Come a Londra, come in Germania, Svizzera, Austria e Francia. Gira voce che i partiti di maggioranza si siano accordati con Moratti e Formigoni per non prendere provvedimenti sino alle elezioni. Chiediamo smentita. Ma se fosse vero, ci domandiamo: sicuri che quando cresce l'inquinamento le propensioni del voto si orientino a destra?».

a.ceresoli

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