Venerdì 08 Maggio 2009

Comprò droga per gli studenti
Condannato prof dell'Artistico

Due anni di reclusione, con il beneficio della sospensione condizionale della pena, e 2.000 euro di multa, per tutti e tre i reati contestati. Questa la sentenza emessa giovedì mattina in udienza preliminare dal gup Alberto Viti nei confronti di L. R., docente dei corsi serali del liceo artistico di Bergamo (sospeso con provvedimento amministrativo), accusato di cessione di sostanza stupefacente ad alcuni studenti e tentata violenza privata.

L’uomo, incensurato, aveva scelto di affrontare il giudizio abbreviato. All’origine di tutto una serie di voci su presunte fumate di gruppo tra il docente e gli studenti, che erano arrivate ai vertici scolastici, i quali a loro volta avevano segnalato il tutto alle competenti autorità, sia scolastiche che giudiziarie. Queste ultime, dopo i primi riscontri, avevano poi disposto una prima misura interdittiva dell’insegnamento, una sospensione di due mesi.

Gli episodi in contestazione risalgono al periodo tra marzo e aprile del 2007. In quel periodo il docente aveva accompagnato gli studenti in gita scolastica a Londra: in quell’occasione, secondo l’accusa mossagli dal pubblico ministero Maria Esposito, avrebbe acquistato marijuana da un cameriere dell’albergo in cui alloggiavano e poi l’avrebbe distribuita agli studenti nelle varie stanze. Una seconda contestazione era poi relativa a due cessioni di spinelli fumati insieme agli studenti nel bagno del liceo: in questo caso l’accusa era scattata in seguito al racconto fatto da uno degli studenti sentiti dagli inquirenti nell’ambito dell’indagine avviata in relazione alla cessione di droga a Londra.

Infine la tentata violenza privata: secondo l’accusa il professore avrebbe paventato bocciature per gli studenti che avessero confermato di aver fumato spinelli.

Nella scorsa udienza, a marzo, il pm aveva chiesto per tutti questi reati la condanna a un anno e dieci mesi di reclusione, con sospensione condizionale. Opposta invece la posizione difensiva. In particolare L. R. aveva spiegato che l’acquisto a Londra era stato concordato con gli studenti, e che lui si era limitato ad anticipare il denaro necessario: un uso di gruppo quindi e non una cessione, e oltre tutto senza elementi sull’eventuale principio drogante della marijuana, mai sequestrata. Per quanto riguarda il racconto delle cessioni nei bagni della scuola - era stato rilevato dalla difesa - era stato ritrattato quasi subito dallo studente. Quanto alla tentata violenza privata, i difensori avevano precisato che il docente si era limitato a chiedere agli studenti di firmare solo esposti veritieri, per non incorrere nella calunnia.

Per tutti questi motivi i difensori, nelle loro arringhe conclusive, sempre nell’udienza di marzo, avevano chiesto per il loro assistito l’assoluzione da tutte le accuse. Il gup aveva quindi aggiornato l’udienza a ieri, per eventuali repliche delle parti.

a.ceresoli

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