Giovedì 11 Giugno 2009

Simulavano viaggi in Olanda
Sequestrati 10 chili di cocaina

Simulavano viaggi di piacere, a cui facevano partecipare pure i figlioletti, invece per il pm erano delle vere e proprie spedizioni per importare dall’Olanda chili di cocaina. Marito e moglie marocchini sono stati arrestati il 3 giugno dalla Guardia di finanza di Bergamo a Osio Sotto, il paese dove risiedono (la donna è stata poi scarcerata dal gip); con loro in manette sono finiti altri due connazionali.

Più di 10 i chili di cocaina che avevano trasportato dall’Olanda, nascosti talmente bene in un’intercapedine della carrozzeria della loro Toyota Avensis che, se non ci fossero state le intercettazioni telefoniche, l’avrebbero sicuramente fatta franca.

Già, perché questa inchiesta, nata da un’altra indagine, ruota tutta attorno alle conversazioni via telefono, «spiate» per circa due mesi. Gli inquirenti vengono a sapere di presunti traffici di droga fra l’Olanda e la Bergamasca e decidono di mettere sotto controllo alcuni telefoni. Ascoltando i colloqui risalgono alla famigliola marocchina.

Secondo le prime indiscrezioni, il marito, 37 anni, avrebbe portato con sé la moglie e i figli (uno di pochi mesi, l’altro di 4 anni) per fingere dei viaggi di piacere e non insospettire così le forze dell’ordine. Il tragitto prevedeva il transito attraverso il traforo del Monte Bianco, ed è per questo che il gip di Bergamo, dopo aver convalidato i fermi, ha trasmesso gli atti alla Procura di Aosta (il reato sarebbe stato commesso non appena passata la frontiera).

I militari della Finanza tenevano controllata la famiglia e hanno bloccato marito e moglie al rientro a Osio Sotto. In manette sono finiti anche due marocchini di 29 anni, uno di Pontirolo, l’altro di Treviglio: i due - secondo le contestazioni - avrebbero dovuto ricevere la droga.

L’arresto è scattato dopo aver scoperto la sostanza stupefacente, cosa che si è rivelata più problematica del solito. I dieci e passa chili di cocaina erano infatti occultati alla perfezione in un’intercapedine della carrozzeria, poi chiusa con una saldatura. Lo stupefacente era inoltre avvolto in gelatina profumata per sviare i cani antidroga.

Gli animali infatti non avevano fiutato nulla. Sembrava che la droga non ci fosse, ma i militari erano sicuri del contrario perché avevano appreso del passaggio dello stupefacente grazie alle intercettazioni. Così hanno portato la Toyota da un carrozziere: qui, e solo dopo aver tagliato la lamiera con un flessibile, hanno trovato la cocaina.

Secondo quanto emerso, da febbraio a oggi sarebbero state effettuate altre tre spedizioni dall’Olanda all’Italia, per un totale di un’altra decina di chili di cocaina.

m.sanfilippo

© riproduzione riservata