Giovedì 02 Luglio 2009

Tutto il discorso di Tentorio
Le linee programmatiche

Ecco il discorso del neosindaco Franco Tentorio nella prima seduta del nuovo Consiglio comunale tenutasi mercoledì e in cui c'è stata l'elezione, abbastanza tormentata perché arrivata al secondo scrutinio, del leghista Gugliemo Redondi come presidente.

«Dopo le elezioni amministrative del Comune di Bergamo del 6 e 7 giugno scorso questa è la prima riunione del Consiglio comunale, il supremo organo democratico della città. Ho quindi il piacere di dare il benvenuto ai colleghi consiglieri e di presentare loro la Giunta designata dal Sindaco e gli indirizzi generali di governo per il prossimo quinquennio. Questo documento sarà poi seguito entro 6 mesi dall’insediamento da un lavoro analitico in cui sindaco e assessori proporranno all’attenzione del Consiglio comunale le loro linee programmatiche. Gli indirizzi generali di governo che mi accingo ad illustrare sono divisi in capitoli che trattano dei principali argomenti su cui si impegnerà l’Amministrazione comunale».

BERGAMO SOLIDALE
«L’impegno dell’Amministrazione comunale nel settore del sociale, anche durante i mandati precedenti, è stato rilevante. In questo particolare momento dell’economia mondiale e italiana, anche la realtà bergamasca evidenzia delle problematiche che un ente locale deve tenere in grande considerazione. Le persone e le famiglie hanno esigenze e bisogni accresciuti che non possiamo e non dobbiamo ignorare. Sembra assolutamente opportuno partire innanzitutto da una verifica dei bisogni onde evitare dispersioni di energie e di denaro. La famiglia è la nostra priorità: bisogna favorirne la formazione, sostenerne la crescita, identificarla come destinatario principale di solidarietà. Va riconosciuta come soggetto, con un proprio ruolo protagonista. I servizi devono privilegiare il rapporto con la famiglia per costruire una rete di offerte capace di rispondere ai bisogni più complessi e al sostegno della quotidianità. L’impegno assunto all’unanimità dal Consiglio comunale di uno sforzo straordinario per l’anno 2009 deve essere mantenuto e possibilmente rafforzato. E’ particolarmente importante che esso venga svolto in sinergia con la Regione, ente a cui spettano rilevanti compiti, e in collaborazione strettissima con il volontariato laico e cattolico. Caritas, Mia e Aler sono soggetti di grande valenza, con cui è indispensabile rapportarsi in maniera costruttiva. Deve esserci un impegno forte in favore degli anziani e dei portatori di handicap, soggetti deboli da difendere con ogni energia, anche in considerazione del loro accresciuto numero nella nostra comunità. Dobbiamo favorire il più possibile la permanenza degli anziani e dei portatori di handicap nella casa e nel quartiere in cui hanno sempre vissuto, onde consentire una loro stretta partecipazione alla vita della comunità».

BERGAMO SICURA
«La sicurezza, sia per quello che realmente è, sia nella misura in cui viene percepita, è uno dei grandi bisogni della nostra comunità. Ciò con particolare riferimento ai soggetti più esposti ai rischi, quali gli anziani e le donne. La politica che l’Amministrazione intende svolgere si articola sia in una fase di prevenzione, sia in una fase di repressione. La prevenzione si basa su un forte impegno per la rivitalizzazione dei quartieri, perché una città più viva è anche una città più sicura. Manifestazioni culturali, sportive, ricreative, enogastronomiche sono momenti da diffondere, auspicando la massima disponibilità alla convivenza sia da parte di chi difende la propria privacy, sia da parte di chi vuole maggiormente vivere il proprio quartiere. Prevenzione è anche illuminazione, perché una via o una piazza con più luce sono un automatico deterrente alla microcriminalità. Tra le zone che meritano maggiore attenzione si segnalano alcuni quartieri periferici e anche città alta, dove un nuovo impianto di illuminazione può svolgere pure un’importante funzione turistica. Ma sicurezza vuol dire anche repressione nei confronti di chi viola il decoro e l’ordine pubblico. Molti sono i provvedimenti possibili, che si possono rivelare efficaci solo se coordinati nell’ambito di una strategia complessiva, intelligente, decisa, ma anche rispettosa dei diritti delle persone. Il vigile di quartiere, nei confronti del quale si sono espressi in modo trasversale molti uomini del mondo politico e amministrativo della città (basti pensare all’unanimità degli uscenti presidenti delle 7 circoscrizioni) è una figura che deve essere ricostituita sfruttando positivamente la riduzione delle circoscrizioni da 7 a 3. Il loro compito è noto: individuare e segnalare i problemi realizzando un importantissimo tramite fra la gente dei quartieri e le realtà amministrative circoscrizionale e comunale. Le ordinanze consentite dalla legge Maroni devono essere emesse dopo un attento esame dei bisogni e lo studio delle esperienze di altre città. E’ importante comunque che esse vengano fatte osservare con precisione per evitare la cattiva immagine di un’amministrazione che stabilisce regole ma non riesce a farle rispettare. Il sistema cittadino delle telecamere è opportunamente oggetto di una revisione tecnica che le deve rendere molto più efficienti; anche il loro numero può essere aumentato nei luoghi in cui si riveleranno utili e dove saranno richieste dai cittadini. Le pattuglie miste, costituite da un carabiniere, un poliziotto e un militare, hanno dato buona prova di sé in tante città, amministrate sia dal centrodestra che dal centrosinistra. Anche per questo motivo noi siamo interessati a chiedere al Ministero della Difesa, in sede di attuazione del prossimo decreto che ne aumenta il numero in Italia da 3mila a 6 mila, l’assegnazione di un certo numero di militari, che possano da un lato liberare le forze di Polizia da operazioni di semplice pattugliamento e dall’altro rafforzare il presidio del territorio, specie nelle ore notturne e nelle zone meno controllate. Riguardo ai volontari della sicurezza, ricordo che già l’Amministrazione Veneziani di centrodestra aveva stipulato convenzioni con i Carabinieri in congedo e con l’Associazione dei genieri e trasmettitori. L’Amministrazione che ci ha preceduto ha positivamente mantenuto la convenzione con i Carabinieri. Noi intendiamo incrementare queste forme di collaborazione volontaria. Le condizioni sono peraltro chiarissime e tassative: devono essere associazioni iscritte in un apposito albo della Prefettura; devono essere costituite da professionisti della sicurezza; devono essere formate da persone disarmate e gratuitamente al servizio della comunità. Così lo Stato non viene affatto sminuito nei sui poteri, ma può avvalersi di questi collaboratori volontari che possono segnalare i problemi di sicurezza del territorio e quindi consentirgli di meglio adempiere ai suoi compiti istituzionali, di certo non delegabili a nessuno. Infine dovremo provare, con il massimo impegno, d’intesa con l’Amministrazione provinciale, a cercare di aumentare il numero delle forze dell’ordine in rapporto agli abitanti, che per la bergamasca è purtroppo il peggiore della Lombardia».

BERGAMO DELLE GRANDI OPERE
«Le opere di media e di piccola dimensione, nei quartieri e in centro, rappresentano un obiettivo importante, che ha positivamente caratterizzato anche le ultime amministrazioni. Ciò che da tempo manca invece sono le grandi opere, che pure devono essere reinserite in un quinquennio amministrativo. Particolare rilievo devono avere quelle di viabilità, sia pubblica sia privata, che rappresentano due inscindibili facce della stessa medaglia. Riguardo alla viabilità pubblica, l’obiettivo primario è l’estensione della linea su ferro fino ad Orio. Ciò è auspicabile possa avvenire nell’ambito di Expo 2015, anche perché l’onere appare assai rilevante e può essere sostenuto solo con il concorso di tutti gli enti pubblici – Stato, Regione, Provincia, Comune – e di società private interessate. Gli interventi sul traffico privato devono essere volti a portare fuori dai quartieri di Bergamo i flussi provenienti da nord della Provincia, tipicamente le Valli, e destinati a sud, e viceversa. La più volte da noi denunciata improvvida rinuncia alla Tangenziale Est ha impedito che il 40% circa di tale traffico venisse spostato ai lontani confini del nostro comune. Ora si tratta di rivedere il progetto alla luce dell’attuale situazione del traffico e comunque verificare se c’è ancora la possibilità di reperire i contributi finanziari necessari alla realizzazione dell’opera da parte di Regione e Camera di Commercio. In alternativa, non vanno abbandonati progetti sicuramente meno risolutivi, ma anche meno costosi, come quelli che possono interessare il rondò della Valli, il rondò dell’Autostrada (peraltro di pertinenza di altro ente) e la bretella di Campagnola. Resta sul tavolo il grosso problema del nodo di Pontesecco, che richiede un impegno economico che può esser sostenuto solo da forze congiunte pubbliche e private. Discorso a parte merita l’accesso a città alta, dove la filosofia di fondo non può che essere a medio termine quella di contenere l’afflusso delle auto dei non residenti. Come avevamo promesso in campagna elettorale, la torre esterna alle mura che porterebbe a Sant’Agostino non si fa più, secondo le ultime indicazioni della stessa Sovrintendenza; non ci sembra infatti possibile rischiare l’immagine delle mura venete a fianco di una struttura modernissima. Valuteremo con attenzione e disponibilità la possibilità di realizzare l’accesso a Sant’Agostino con un’opera interna alle mura e quindi non invasiva. Siamo consapevoli che si tratta di una soluzione molto parziale, di fatto limitata a coloro che utilizzano per motivi di studio o di svago Sant’Agostino, ma osserviamo anche che il problema dell’accesso a città alta può essere risolto solo con una serie diversificata di interventi. Un obiettivo importante, quanto meno da approfondire in via definitiva nella sua concreta fattibilità e nei suoi costi, è invece l’altro accesso da via Baioni: un parcheggio sotterraneo, un tapis roulant che porta dentro le mura e un ascensore che fa arrivare nel centro di città alta passando a lato di quello del parcheggio sotto l’ex Parco faunistico. Riguardo a quest’ultimo, ricordo che esso è stato deciso, con separati e diversi provvedimenti, sia dalla precedente Amministazione di centrodestra, sia dalla recente di centrosinistra. Ricordo che esso è stato voluto all’unanimità dal Consiglio dell’ex circoscrizione di città alta. Ora si tratta prima di tutto di conseguire la messa in sicurezza assoluta delle abitazioni e delle mura. Dopodiché sarà opportuno rivedere il progetto, che è un importante esempio di project financing, esaminando l’ipotesi di ridurne le dimensioni e di favorirne l’utilizzo da parte dei residenti, che così potrebbero liberare da molte delle loro auto le piazze e le vie indimenticabili di città alta. L’esame del funzionamento, del servizio prestato ai cittadini e del conto economico della tramvia Bergamo-Albino consentirà un giudizio concreto sulla fattibilità di altre espansioni delle linee in Provincia. Altra grande opera pubblica, non relativa alla mobilità, sulla quale l’amministrazione intende fare tutti gli approfondimenti di realizzabilità possibili, è il Parco dello Sport. Come è noto la nostra parte politica aveva espresso un giudizio fortemente favorevole al primitivo progetto che prevedeva la realizzazione, sostanzialmente senza oneri per il Comune tranne la messa a disposizione di alcune proprie aree, dei principali impianti sportivi necessari alla Bergamasca: lo stadio, in base ad un progetto della stessa società che ha realizzato quello di Pechino, il palazzetto, la piscina, i campi da tennis, lo specchio d’acqua per il canottaggio, percorsi di jogging, campo di atletica e soprattutto 200mila mq di verde aperto al pubblico. In cambio i privati, che puntavano ovviamente ad un sicuro equilibrio del conto economico, chiedevano 70mila mq di superfici commerciali, con tutta probabilità non un supermercato ma una serie di negozi, molti a tema sportivo. Una richiesta rilevante ma non insostenibile, alla luce anche dei tanti impianti di media e di grande dimesioni successivamente autorizzati. Ora si tratta di valutare con attenzione se l’ipotesi fortemente auspicata nel nostro programma è realizzabile. E cioè di creare un Parco dello Sport, sempre alla Grumellina, tramite un’intesa fra i proprietari delle aree, le società sportive a partire dall’Atalanta e l’ente comunale. Non va dimenticato che gli impianti sportivi che verranno realizzati dall’Accademia della Guardia di Finanza, nel frattempo localizzata in una parte dell’area, dovranno essere aperti al pubblico e quindi costituire una soluzione parziale ai problemi delle società sportive e degli appassionati bergamaschi. Occorre ricordare che una città come Bergamo, dalle forti tradizioni sportive, ricca di appassionati e dotata delle necessarie professionalità e capacità imprenditoriali, non può consentire che le auspicate partite dell’Atalanta in Uefa si debbano giocare a Modena per inagibilità internazionale del nostro stadio comunale, così come le partite della squadra bergamasca di volley femminile si debbano per lo stesso motivo giocare a Treviglio».

BERGAMO CHE CRESCE NELLA TRADIZIONE
«Il tema dell’urbanistica è stato oggetto di vivaci confronti tra il centrosinistra e il centrodestra. Noi abbiamo più volte indicato come alcuni Pii (piani integrati di intervento), realizzati nell’intervallo temporale fra il Piano Regolatore Generale e il Piano di Governo del Territorio, siano stati gravi errori urbanistici. Il concedere significativi incrementi delle volumetrie o cambiamenti di destinazione d’uso in cambio di denaro è stata una scelta sbagliata, anzi francamente incomprensibile. Se ad esempio uno strumento completo ed organico di pianificazione del territorio quale il Piano Regolatore Generale prevedeva certe volumetrie e certe destinazioni d’uso, il modificarle rilevantemente al di fuori di una programmazione generale, senza opportuni interventi sulle infrastrutture e sui servizi, è stato da noi fortemente contestato. Mi riferisco ad esempio alle operazioni ex Gres, ex Sace, ex Enel e via Autostrada. Affido all’assessore competente e ai tecnici il compito di esaminare lo stato di avanzamento delle pratiche non ultimate per vedere se è possibile apportarvi qualche miglioramento, pur nella consapevolezza che ciò comporterà alcune rinunce finanziarie di non facile gestione nell’ambito del bilancio comunale. I prossimi mesi saranno destinati al Piano di Governo del Territorio. E’ intenzione di questa amministrazione non disperdere il lavoro professionalmente significativo realizzato dagli uffici comunali, cui va ancora una volta il nostro ringraziamento. Però alcune scelte dimensionali – anche per Porta Sud - appaiono francamente eccessive. Una città con 21mila abitanti in più e con 14mila addetti in più non è a nostro parere condivisa dalla maggioranza dei bergamaschi. Noi proponiamo una città che cresca solo nei limiti degli effettivi bisogni e delle effettive richieste di nuovi abitanti. Con una precisazione assoluta: le nuove iniziative immobiliari devono essere realizzate dopo le infrastrutture necessarie (strade, piazze, parcheggi, etc) e dopo i servizi richiesti dalla gente, a partire da quelli sociali e scolastici. L’intendimento è dunque quello di un esame accurato delle osservazioni e di un approccio più moderato, nel rispetto della tradizione e dell’immagine storica del nostro centro urbano. Ecco perché ad esempio i grattacieli appaiono essere un elemento estraneo, almeno in via di massima, all’immagine di Bergamo. Dobbiamo tutelare gli spazi verdi della nostra città ed incrementarli laddove sarà possibile. Particolare impegno proprio a tale riguardo deriverà dall’iniziativa di Astino. Auspichiamo inoltre la realizzazione di un progetto ecologico a livello regionale e interventi in relazione all’impatto ambientale derivante dall’aeroporto di Orio al Serio».

BERGAMO TURISTICA
«Una città che ha il quarto aeroporto d’Italia, che vanta una città alta inimitabile e una città bassa con tanti angoli prestigiosi, che è circondata da montagne e laghi, che può offrire cultura grazie all’Accademia Carrara e al Donizetti, che può offrire sport ai massimi livelli negli stadi e nei palazzetti, può e deve porsi prestigiosi obiettivi nel campo del turismo. Si tratta di un’importante risorsa utile all’economia bergamasca in questi momenti di oggettiva difficoltà di alcuni settori tradizionali della produzione e dei servizi. Attività che per di più si sposa perfettamente con le iniziative dell’industria alberghiera, della ristorazione, del commercio e soprattutto della cultura. Un apposito ufficio comunale verrà costituito in modo da lavorare assieme alla Provincia e agli enti già esistenti affinché stimoli, collabori e operi con gli imprenditori del settore, che ovviamente devono essere i principali motori del turismo».

BERGAMO DEI GIOVANI, DELLA SCUOLA E DELLO SPORT
«
Una città più viva nei quartieri e in centro è fortemente richiesta dal mondo giovanile bergamasco. I nostri figli e i nostri nipoti non possono essere costretti ad andare in altre città o in altri paesi per qualche ora di sano divertimento. Una città aperta alle iniziative, tollerante nei giusti limiti, dotata di momenti di cultura, di sport e in generale di aggregazione è un obiettivo importante che richiede l’impegno di tutti, giovani e meno giovani. Il Comune dovrà stimolare e facilitare iniziative culturali, sportive, ricreative ed enogastronomche, facilitando il rientro a casa dei giovani a fine serata, ad esempio con apposite convenzioni con i tassisti. Gli impianti sportivi dei quartieri, spesso gestiti da enti religiosi e laici, devono avere grande attenzione da parte del Comune. L’ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio comunale all’inizio dello scorso mandato, che prevede la contribuzione del Comune alle opere di ristrutturazione o di manutenzione straordinaria degli impianti sportivi di oratori e società, traccia una strada condivisa che è necessario continuare a percorrere. E’ infine opportuno aprire ancora di più il Polaresco a giovani, singoli o in gruppo, che possano utilizzarlo per importanti momenti di incontro, cercando di ampliare il numero ancora oggi troppo ristretto di partecipanti. Discorso a parte merita il Pacì Paciana, riguardo al quale l’Amministrazione rinnova la necessità di giungere ad una regolamentazione, onde evitare il perpetuarsi di trattamenti di oggettivo privilegio. La scuola resta uno dei momenti basilari di formazione e di crescita dei giovani e ad essa l’Amministrazione comunale intende continuare a prestare la massima attenzione, promuovendo tutte le iniziative utili e gli investimenti necessari».

BERGAMO DELLA CULTURA
«Vogliamo rilanciare la cultura, sia con i Grandi Eventi, sia con una politica di incentivi che attirino tanti appassionati. Dove c’è cultura c’è una migliore qualità della vita, più sicurezza, più solidarietà. Bergamo capitale della Cultura nel 2019 (anno in cui toccherà la scelta all’Italia) è un obiettivo ambizioso che può fungere da catalizzatore per iniziative grandi e piccole. Si tratta di un piano strategico di lungo termine per dare un senso più ampio alla nostra attività quotidiana Lavoreremo per preparare una grande Mostra da inaugurare alla riapertura della Carrara (tra 3 anni): un evento di grande rilievo per rilanciare all’attenzione del mondo la nostra Galleria d’Arte. Inoltre occorrerà fare un piano di eventi periodici di grande qualità, in collaborazione con circuiti internazionali, per rinnovare una tradizione di eccellenza. Tutti gli eventi culturali della nostra Città andranno coordinati, comunicati e promossi, in modo da creare sinergie e attirare un turismo di qualità. Bergamo ha uno straordinario patrimonio, grazie ai nostri grandi artisti e all’insieme di culture identitarie tradizionali e popolari. Bisogna valorizzare questa ricchezza, perché la riscoperta delle nostre profonde radici ci aiuti ad affrontare meglio il futuro. Il concetto di “Città viva” consiste nel favorire la diffusione di attività culturali e spettacoli nei quartieri, in collaborazione con Associazioni e prevedendo iniziative periodiche che creino una consuetudine e diventino occasioni per fare comunità. Abbiamo intenzione di promuovere spettacoli per i giovani rilanciando la promozione della cultura nelle scuole, per esempio con il Teatro Ragazzi. Completeremo i lavori della biblioteca Tiraboschi, facendola diventare uno spazio sempre aperto, con sala stampa italiana ed internazionale, videoteca e bar. Le biblioteche periferiche dovranno essere dotate di postazioni internet e gli orari dovranno essere ampliati per consentirne un maggiore utilizzo, soprattutto nei periodi estivi. Il Parco della Cultura, incentrato sul recupero della Caserma Montelungo, rappresenta l’obiettivo strategico più importante e un’occasione imperdibile per ridisegnare una parte importante della città. Nei prossimi anni lavoreremo affinché diventi un polo culturale, museale e turistico collegato attraverso il Parco Suardi all’Accademia Carrara e alla GAMeC: un polmone verde e culturale nel centro di Bergamo».

ATTIVITA' PRODUTTIVE
«Bergamo è una città operosa, piena di iniziative economiche. Tuttavia la crisi generale e le trasformazioni in atto (per esempio i grandi centri commerciali) creano tensioni in alcuni settori. Bisogna reagire insieme, trovando nuovi approcci competitivi, in particolar modo per commercio, turismo, artigianato, in modo da continuare a creare benessere. Occorre dare reale attuazione al Distretto urbano del Commercio, coinvolgendo ancora le istituzioni (Camera di Commercio, Regione, Associazioni di Categoria) e i privati in modo da rivitalizzare la città; renderla più attraente in termini di qualità e di servizi; stimolare iniziative commerciali e pacchetti per i turisti allo scopo di “animare” l’offerta e di suscitare l’interesse della clientela; studiare, di concerto con le Associazioni, i servizi, le tariffe, la viabilità, i tempi burocratici delle procedure, in modo da integrare sempre le esigenze delle categorie produttive nei diversi piani amministrativi. Abbiamo intenzione di sostenere il commercio di prossimità, in accordo con Associazioni di commercianti di via e di quartiere, per renderlo competitivo nei confronti dei grandi centri commerciali e per sottolinearne la funzione sociale nelle zone centrali e periferiche e per le categorie deboli. Contrasteremo la contraffazione e il commercio illegale, una vera e propria truffa continua nei confronti di imprese, lavoratori e commercianti onesti. Verificheremo puntualmente, di concerto con l’ASL, le condizioni di negozi, ristoranti e bar (in particolare in certe aree, come via Quarenghi e la Malpensata), perché il rispetto delle regole garantisca il consumatore ed una corretta concorrenza. Coordineremo inoltre tutte le attività commerciali in modo che le presenze degli ambulanti e le aperture domenicali non ledano condizioni di equa competitività».

LE RISORSE FINANZIARIE
«La legge prevede rigide norme per la finanza locale: oggi non è più possibile la “finanza allegra”, che è in buona parte responsabile dell' attuale debito pubblico e che ha caratterizzato in passato molti enti locali (mai comunque la nostra città, che sotto questo aspetto ha una tradizione di buona amministrazione). I bergamaschi devono perciò essere tranquilli circa la capacità del Comune di reperire le risorse necessarie a mantenere gli impegni programmatici. Le “spese in conto capitale” , destinate ad investimenti in opere pubbliche saranno finanziate con un ricorso equilibrato a varie fonti: -mutui nei limiti consentiti dal bilancio -contributi dello Stato e di altri Enti pubblici (Regione, Provincia, Camera di Commercio): ci adopereremo per avere loro fattiva collaborazione in tutte le opere più importanti, anche in concomitanza di eventi significativi, quale l'Expo 2015. -“project financing” , cioè convenzioni con imprenditori privati che realizzano le opere a loro spese e le gestiscono per un certo numero di anni: ricorreremo a questo strumento in coerenza con la nostra volontà di “fare sistema” e per moltiplicare le risorse e le iniziative. -vendita di partecipazioni non strategiche (tra cui le azioni A2A che improvvidamente non state utilizzate in passato) e di immobili del Comune non destinati ad attività istituzionali. Le “spese correnti” sono destinate ai servizi, ai costi del personale, al pagamento dei mutui. Ci attendiamo che il federalismo fiscale porti più risorse al Comune. Le tariffe per i vari servizi sociali dovranno avere complessivamente un andamento non superiore al tasso di inflazione. I tributi locali potranno avere aumenti solo se chiaramente finalizzati a nuovi e maggiori servizi di alta valenza sociale, utilizzando anche la possibilità di utilizzare "tasse di scopo"».

CONCLUSIONI
«In conclusione, si vuole sottolineare il fatto che gli indirizzi generali di governo non possono e non vogliono essere esaustivi né dettagliati, ma ribadiscono semplicemente gli impegni più importanti assunti in campagna elettorale. Sarà compito degli Assessori, d’intesa con il Sindaco, costruire entro 6 mesi dall’insediamento le linee programmatiche che saranno senz’altro più analitiche e approfondite. Frattanto il Consiglio comunale inizierà il suo lavoro, con la più profonda considerazione da parte mia nei confronti di tutti i consiglieri, che sono i rappresentanti democratici dei cittadini. Rispetto profondamente il ruolo sia della maggioranza che dell’opposizione, di cui ho fatto parte per tanti anni. Assicuro continuità per quanto riguarda tutte le iniziative che giudichiamo positive volute dalla precedente Amministrazione, segnalando peraltro l’inevitabile disaccordo sui temi non condivisi, che saranno oggetto di proposte differenti da parte dell’attuale maggioranza. Valuterò con attenzione la possibilità di affidare ai Consiglieri comunali che lo vorranno degli incarichi specifici. Il tutto per rendere più proficuo il loro lavoro nell’interesse della città. Valuterò inoltre la possibilità per alcuni assessorati di creare tavoli di confronto con tecnici e uomini della società civile che vogliano dare il loro contributo in termini di volontariato. Lo svolgimento dei compiti istituzionali passa anche attraverso il funzionamento di società e di enti per i quali verranno valutate forme di riorganizzazione e garantita la trasparenza anche attraverso la rappresentanza delle minoranze negli organi di controllo. Le circoscrizioni, ridotte nel loro numero e quindi singolarmente più grandi, vengono confermate come principale organo di partecipazione, aperto peraltro al contributo di comitati e gruppi di cittadini. Essenziale sarà una collaborazione sistematica con l’Amministrazione provinciale, un punto sul quale il nuovo presidente, a cui auguro di cuore buon lavoro, ha già assicurato la massima disponibilità. La Regione Lombardia e il Governo nazionale dovranno essere sistematicamente interlocutori collaborativi perché sono sempre di più le opere e i servizi che richiedono lo sforzo congiunto di più istituzioni. Doveroso sarà l’ascolto della città, delle sue associazioni, delle categorie di volontariato, dei quartieri e dei singoli cittadini, sottolineando peraltro l’assoluta necessità che alla fine l’Amministrazione comunale sia in grado di fare una sintesi e di decidere. Non mi resta che augurare buon lavoro a tutti i colleghi consiglieri e ai componenti della Giunta, nell’assoluta convinzione che ciascuno opererà secondo le proprie idee e i propri valori nell’interesse della comunità bergamasca».

m.sanfilippo

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