Venerdì 03 Luglio 2009

Il laboratorio dell'Asl bergamasca
riconosciuto dal ministero della Sanità

Il laboratorio dell’Asl bergamasca rispetta tutti gli standard previsti dalla normativa Europea per quanto riguarda le metodiche di analisi sugli alimenti. E’ questo, in sintesi, il significato del provvedimento con il quale, il 23 giugno scorso, il Ministero della Salute, attraverso l’Istituto Superiore di Sanità ha iscritto il Laboratorio dell’Asl bergamasca nell’elenco di quelli “riconosciuti”.

Alcuni controlli sugli alimenti, infatti, possono essere fatti solo dai Laboratori riconosciuti dal ORL - Organismo di Riconoscimento Laboratori - che dipende dall’Istituto Superiore di Sanità. «E’ un ottimo risultato – ha commentato Roberto Testa, direttore generale dell’Asl di Bergamo – che premia il lavoro silenzioso ma quotidiano di decine di operatori. Un fiore all’occhiello non solo per l’azienda Sanitaria ma per l’intera provincia di Bergamo, ottenuto con risparmi e oculatezza nelle spese. Spese che, come dimostra proprio il nostro laboratorio, se fatte bene portano efficienza e qualità. Lavorando in silenzio come operano i bergamaschi, si raggiungono con volontà i risultati».

«Dal 2003 – ha spiegato Pietro Imbrogno, responsabile dell’area del Dipartimento di Prevenzione cui afferisce il Laboratorio, diretto dal 2008 da Daniela Mendogni - il Laboratorio di Sanità Pubblica si è posto come obiettivo la riduzione degli sprechi e delle inefficienze nonché l’aumento della produttività. In questi anni, infatti, sono più che raddoppiati i volumi ed il numero delle analisi. E tutto senza aumento di personale e di costi. Si è lavorato per aumentare la produttività e soprattutto la qualità delle analisi e dei processi».

Il Laboratorio di Sanità Pubblica, nel quale lavorano 16 operatori, si trova nel complesso di via Borgo Palazzo 130 a Bergamo. Nel 2008 ha effettuato oltre 247mila analisi su campioni che vanno dagli alimenti (20.000 circa) , acque potabili e minerali (5.341) , acque di balneazione comprese le piscine (4.834), analisi per le determinazioni delle droghe (7.085) e poco più di 127.000 analisi sulle urine anche per individuare tracce di sostanze stupefacenti.

a.ceresoli

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