Giovedì 09 Luglio 2009

L'intervista al sindaco Tentorio
«No alla torre e anche alle Ztl»

Cala il sipario sulla torre. Quella che da via Baioni avrebbe dovuto portare a Sant’Agostino. Il sindaco Franco Tentorio non usa giri di parole: «Così come pensata dal centrosinistra non si farà. Non è possibile mettere a rischio l’immagine delle Mura».

Quindi addio alla «torre d’assalto» progettata dallo studio Aud di Genova?
«Assolutamente sì».

Non vi ha mai convinto.
«Il no l’abbiamo detto nel programma elettorale, dopo gli approfondimenti sul tema in commissione consiliare. Lì era emerso il documento nuovo in cui la Soprintendenza evidenziava problematiche. Questo si è aggiunto a una valutazione critica di natura estetica. Si stava avvicinando una struttura modernissima a una antica».

Per scegliere il progetto c’è stato un concorso internazionale. È possibile metterlo nel cassetto così, senza colpo ferire?
«Certo. I progettisti hanno vinto ma non è stata fatta l’assegnazione dell’incarico. Ora cerchiamo di limitare i danni a quello economico, dei costi del concorso».

Ma adesso cosa si fa?
«Esiste un progetto di risalita all’interno delle Mura che va quantificato nei costi e poi inserito nel Piano delle opere pubbliche. Insomma, dobbiamo ricominciare da capo».

Nella forma. Ma la sostanza resta? Il collegamento in un modo o nell’altro ci sarà?
«È nel piano di Città Alta, questo accesso. Il primo passo adesso è non realizzare la torre. Per il resto riteniamo di approfondire con spirito positivo il progetto con la risalita interna».

Perché costa di più. Parecchio di più.
«Un po’ di più. Ma, o fai le cose belle e bene, o non le fai. Se non ci saranno i fondi non lo faremo».

La Soprintendenza ancora non si è espressa definitivamente sulla risalita esterna. Vi portate avanti.
«I tempi saranno comunque significativi. L’opera va nel Pop, si seguirà l’iter. Saranno anni».

Quindi tramonta la torre. Ma veniamo alle zone 30: dopo l’annuncio dell’assessore alla Mobilità, anche quella di Longuelo potrebbe tramontare?
«Noi confermiamo integralmente, come da programma elettorale, la forte freddezza sulle zone a traffico limitato, fatta eccezione per quelle storiche, dato che tolgono traffico da una parte e lo riversano dall’altra. Per le zone 30 il discorso è diverso. La premessa è che l’approccio non è ideologico: non dobbiamo smantellare tutto ciò che è stato fatto da Bruni, né siamo contrari in linea di principio a regolamentare il traffico. Solo che le cose si possono fare bene o male. Le zone 30, che erano anche nel programma di Veneziani, vanno esaminate caso per caso. Una delle più problematiche è certamente Longuelo».

E da lì si parte.
«L’assessore, giustamente, sta approfondendo la questione in adempimento al programma elettorale. Ma nessuna decisione formale è ancora passata dalla Giunta. Questo lo voglio sottolineare».

E le ciclabili? Prendiamo quella su viale Papa Giovanni XXIII: impossibile migliorarla?
«No. E lo dice uno che in bicicletta ci va davvero, a differenza di chi si affeziona al mezzo a due ruote ma poi non lo usa. Quel tratto è davvero problematico».

Viale Giulio Cesare: avete definito rischiosa la pista perché c’è mix di pedoni e bici. Ma in Europa sono anni che si viaggia così.
«La commistione è pericolosa, l’ho dichiarato anche all’Aribi e nel nostro programma abbiamo detto no alle piste sui marciapiedi. I bergamaschi l’hanno votato, quindi sono d’accordo con noi».

I dossi di Campagnola saranno eliminati?
«Per ora dico modificati. Quella conformazione non va bene, crea danni ai bus dell’Atb. Anche in questo caso, nessuna decisione formale è passata dalla Giunta».

Fra gli altri cambiamenti annunciati, quello sul parcheggio di via Fara. Nella sua conformazione era stato voluto dal centrodestra di Veneziani.
«Voluto da Veneziani e confermato in totale autonomia da Bruni. Il nostro desiderio ora è, dopo aver messo in sicurezza abitazioni e Mura, vedere se è possibile, trattando con l’impresa appaltatrice, un ridimensionamento e un maggiore utilizzo da parte dei residenti. Ma la cosa non è fatta: stiamo verificando».

La decisione iniziale era del centrodestra.
«Otto anni fa. Non tutte le scelte, a distanza di tempo, si rivelano perfette. Si può sempre migliorare».

m.sanfilippo

© riproduzione riservata