Sabato 19 Settembre 2009

La storia della Colonia
di Celle Ligure-Varazze

La Colonia bergamasca di Celle Ligure-Varazze risale al 1889 quando, con Decreto reale del 17 novembre, l’Opera bergamasca per la salute dei fanciulli veniva eretta Ente morale. Nel suo statuto si proponeva di «favorire i bambini e le bambine nella cura preventiva più efficace contro quelle disposizioni morbose che ne inceppano il loro sano ed integro sviluppo» e «di agevolare in modo economico e conveniente i fanciulli e fanciulle di famiglie povere e poco agiate». Da qui la gestione diretta della Colonia marina di Varazze, in provincia di Savona, lungo la via Aurelia. L’atto d’acquisto ufficiale risale però, come specificato in una relazione storica a cura dell’architetto bergamasco Manuela Donadoni, al 29 aprile 1892 quando il conte bergamasco Teodoro Frizzoni firmò i documenti a nome dell’Opera. Molti i benefattori che hanno permesso di sviluppare la struttura: l’edificio storico, denominato appunto padiglione Frizzoni, è stato inaugurato nel 1895 mentre l’ultima costruzione risale agli anni Cinquanta grazie alle sovvenzioni Italcementi. Lo stesso fondatore Frizzoni dotò la colonia di una propria sorgente d’acqua.

I PRIMI OSPITI NEL 1895
L’apertura ufficiale dell’ospizio marino risale all’agosto 1895 con l’arrivo di 195 bambini. La struttura, già da subito, fungeva nella sua parte più patronale anche come ricovero per anziani. Spulciando tra i documenti storici e nei resoconti morali e finanziari, ci si imbatte in una carta del 1922 che parla addirittura di «treni speciali che in meno di 5 ore trasporteranno i bambini da Bergamo alla predella di arrivo ai piedi dell’Ospizio e viceversa». In quegli anni si parlava di «400 fanciulli ospiti dell’ospizio». L’opera della colonia prosegue anche in epoca fascista quando la struttura fu usata anche come campo di transito per i campi di concentramento. In un resoconto del 1937 si scrive: «Bergamo, pioniera in Italia per la cura marina ai figli del popolo meno abbienti, convinta in questa necessità, provvedeva fino dal 1862 ad iniziativa del senatore conte G.B. Camozzi Vertova, primo sindaco della città, all’invio di poche decina di fanciulli ai bagni di mare». E poi: «Il bisogno e l’affluenza annualmente crescente di prodigare cure profilattiche ai figli del popolo, oltre a quelli di Bergamo, anche quelli provenienti dai 305 Comuni della Provincia, convinsero i bergamaschi della necessità di provvedere ad istituire colonie proprie al mare ed al monte». Venendo ai giorni nostri, è degli anni Settanta la donazione di immobili da parte della società Italcementi mentre nel 2004, con le nuove norme regionali, l’Opera bergamasca per la salute dei fanciulli si trasformò in Fondazione, dando così origine all’attuale Fondazione Azzanelli Cedrelli Celati per la Salute dei Fanciulli.

LA STRUTTURA
Il primo padiglione - che porta il nome del conte Frizzoni - fu costruito nel 1894 e aveva 300 posti letto. Nel 1914 arriva il padiglione Camozzi con altri 120 posti a cui si aggiungono nel ’25 altri 100 nel nuovo padiglione Guido Frizzoni e altri 50 nel ’29 con il padiglione Italcementi. Il complesso era costituito anche da uno spazio lavanderia, aree ricreative, la zona cucina e il refettorio. In tutto circa 40 mila metri quadrati «parte a prato in piano - si legge in un documento del 1931 - e in pendio, parte a selva di pini e di lecci». L’edificio era funzionante da maggio a settembre fino al 1927, quando iniziò ad aprire anche nella stagione invernale, con bambini dai 4 ai 16 anni che soggiornavano nella struttura per circa un mese. Negli anni Settanta la struttura è costituita da ben 6 padiglioni e, secondo un documento del ’71, «ospita d’estate per ogni turno mensile mille ragazzi dai 5 ai 12 anni e 300 bambini dai 4 ai 12 anni per ogni turno di due mesi durante l’inverno e in primavera con regolari scuole elementari e materna interna. La direzione - si conclude il documento - è affidata alle suore Orsoline di Somasca». La colonia bergamasca terminò la sua attività con queste modalità nel 1998. Dai ricordi degli attuali custodi risulta che si continuò a tenere attiva la struttura, ma solo in alcune sue parti, con una colonia aziendale fino al 2004 e tra gli ultimi inquilini ci sono anche dal 1999 al 2007 gli studenti e docenti del Centro formazione turistico alberghiera Elio Miretti di Varazze. Da due anni tutta la proprietà è completamente dismessa.

Fa.Ti.

fa.tinaglia

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