Ippocastani gialli e malati
Colpa del caldo e dei parassiti

Soffrono molto il caldo, questo spiega le sembianze un po’ «autunnali» assunte di recente dagli ippocastani, che popolano le principali arterie cittadine come viale Papa Giovanni e l’itinerario delle mura che porta verso San Vigilio. A questo problema se ne somma un altro non trascurabile: gli alberi in questione sono spesso attaccati da un parassita che rende loro la vita difficile. Riguardo alle temperature, quando si raggiungono livelli elevati come quelli registrati nei giorni scorsi gli ippocastani attivano una forma di autodifesa. Chiudono infatti gli stomi, quelle piccole aperture poste sulle foglie simili ai nostri pori della pelle. Così facendo evitano di perdere, con la traspirazione, l’acqua accumulata in precedenza. Ma dal punto di vista visivo la foglia tende ad ingiallire e addirittura a cadere a ridosso dei 30 gradi.

«In realtà è un fenomeno – dice Massimo Bandera, assessore comunale all’Ecologia, Ambiente e Opere del verde – che si riscontra ogni anno in questo periodo, per cui non desta particolari preoccupazioni. Va però sottolineato che in tempi più recenti questa metamorfosi si è un po’ accentuata, di pari passo con l’aumentata cementificazione della città e con l’azione inquinante dell’ozono troposferico. Come se non bastasse, gli ippocastani sono anche soggetti all’infestazione di un parassita». Il loro nemico giurato si chiama Cameraria ohridella. Si tratta di un lepidottero minatore fogliare della famiglia Gracillariidae, proveniente dalla repubblica di Macedonia, dove è stato segnalato per la prima volta nel 1985. Infesta esclusivamente l’ippocastano, in particolare quello con i fiori bianchi.

«A tale proposito – dice Bandera – il Comune organizza annualmente delle disinfestazioni. Consistono nello spruzzare dei particolari prodotti che vengono assorbiti dagli alberi e quindi anche dalle larve che di conseguenza muoiono. Un trattamento di questo genere è avvenuto lungo i viali nello scorso luglio. Inoltre viene predisposta una raccolta separata delle foglie, da parte della società incaricata Aprica, e una volta portate all’inceneritore seguono uno smaltimento diverso, per evitare che ci sia poi una diffusione di questo parassita».

«Le azioni per contrastare il fenomeno – aggiunge l’assessore Bandera – possono essere di due tipi. Innanzitutto speriamo che madre natura faccia la sua parte innescando una lotta biologica. E’ già accaduto che alcuni parassiti siano stati debellati da insetti antagonisti come nel caso delle coccinelle contro gli afidi. In secondo luogo stiamo valutando di sostituire gli ippocastani con altri simili che dovrebbero essere al riparo da questi parassiti poiché producono una fluorescenza rosa anziché bianca. Comunque tutto dovrebbe tornare alla normalità a settembre con l’abbassamento della temperatura».

© RIPRODUZIONE RISERVATA