Mercoledì 26 Agosto 2009

Il vescovo: «Sant'Alessandro
esempio di fede e coraggio»

«La fede è coraggio. Avere fiducia è sempre un atto di coraggio. Credere significa porre la propria esistenza nelle mani di Dio, che ci ha donato Gesù, il primo coraggioso, che si è fidato di un'umanità debole e contradditoria». Sono le parole del vescovo di Bergamo, mons. Francesco Beschi, pronunciate nell'omelia durante la Messa concelebrata per la festa del patrono della città, Sant'Alessandro.

Per mons. Beschi è la prima festa del patrono di Bergamo dal suo arrivo alla guida della diocesi. Con al suo fianco altri vescovi bergamaschi e il clero diocesano, il mons. Beschi ha sottolineato la fede come coraggio, che viene dal fare memoria dei martiri, come Alessandro: una fede importante oggi, in un momento in cui insistiamo invece sulla percezione dell'insicurezza e della paura «reale e alimentata, il cui frutto talvolta è l'aggressività è un'oppressiva cultura del sospetto».

La memoria del martire - ha detto mons. Beschi - ripropone il coraggio della fede, quello di vivere una cittadinanza degna del Vangelo. In particolare «occorre studiare il Vangelo, per imparare dal Vangelo l'esperienza di amore, di perdono, di gratuità».

Alla solenne concelebrazione erano presenti anche le autorità civili e militari e il vicesindaco di Bergamo, Gianfranco Ceci.

LE CHIESE DEDICATE A SANT'ALESSANDRO
Attualmente, sul territorio diocesano sorgono nove chiese parrocchiali dedicate al santo: Cattedrale, Sant'Alessandro in Colonna e Sant'Alessandro della Croce in città, Capriate, Castione, Cortenuova, Grassobbio, Paladina, Prezzate. Altre tre chiese parrocchiali hanno il santo come compatrono: Lepreno, Ponteranica e Villongo Sant'Alessandro.

r.clemente

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