Luminarie, Bergamo come Parigi
Ma i commercianti sono divisi

Luminarie, Bergamo come Parigi Ma i commercianti sono divisi

Alle feste natalizie mancano ancora due mesi abbondanti, ma c’è già chi vede già viale Papa Giovanni XXIII illuminato come gli Champs-Élysées, la Torre dei Caduti avvolta dalle luci star-flash utilizzate per la Torre Eiffel, le colonne dei Propilei brillare come diamanti e la stazione autolinee più accogliente, con un albero alto dieci metri ricco di sfere luccicanti. È l’idea lanciata da Alessandro Riva, presidente dell’associazione di commercianti del centro «Bergamo Vive», nella serata dedicata alle proposte per le luminarie natalizie di quest’anno.

Un tema da sempre di grande interesse per tutti i commercianti bergamaschi, ma non esente da polemiche. Anche l'altra sera: i negozianti di Borgo Palazzo, in dissenso, hanno abbandonato l’incontro. «In questi ultimi anni abbiamo sempre illuminato Bergamo in modo raffinato e dignitoso ma spesso si poteva fare di più – ha dichiarato Riva nella sala Mosaico dell’Ex Borsa Merci per il convegno sui distretti urbani del commercio alla presenza di Ascom, Confesercenti, Camera di Commercio, Comune di Bergamo, e numerosi commercianti –. Ora che la realtà dei distretti urbani del commercio si sta realizzando c’è bisogno di un segno di cambiamento per tutta la città. Una vera e propria svolta già a partire dal periodo natalizio».

Per raggiungere quest’obiettivo, nei mesi scorsi, è stata quindi contattata la società francese «Blachere» che si occupa d’illuminazione. «La scelta non nasce per premiare i francesi o per manie di grandezza (la società l’anno scorso si è occupata delle luminarie di tutta Parigi, ndr) – ha aggiunto Riva -. C’è solo l’intenzione di raggiungere un livello di raffinatezza che Bergamo merita per le luci natalizie. L’esempio lampante da seguire per il prossimo anno, in questo senso, è Verona dove la “Blachere” ha condiviso un percorso lungo un anno con Amministrazione e commercianti del territorio per arrivare a un progetto finale che andrà a illuminare tutte le vie della città. Con meno tempo a disposizione, per quest’anno è stata quindi pensata una soluzione a breve termine, da realizzare subito, in collaborazione con i commercianti».

Ad agosto i tecnici della «Blachere» hanno così visitato Bergamo, scegliendo la zona dell’asse centrale di viale Papa Giovanni XXIII (dalla stazione passando per il viale e i Propilei fino ad arrivare all’inizio di piazza Vittorio Veneto) come quella che può rappresentare nel miglior modo possibile il concetto di cambiamento e svolta della città.

C’è la possibilità concreta, con una stessa quota di partecipazione, di offrire a tutta Bergamo queste luminarie coinvolgendo anche altre realtà, come il Comune di Bergamo o la Camera di Commercio, che possono essere parte integrante di un progetto d’eccellenza. Naturalmente, oltre a tutto ciò, è prevista anche l’attenzione ai borghi storici cittadini con la valorizzazione delle luminarie tradizionali che, grazie all’aiuto del designer Enzo Catellani, possono diventare più accattivanti.

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