Cromo nell'acqua della Bassa:
subito controlli in 80 pozzi

Cromo nell'acqua della Bassa: subito controlli in 80 pozzi

Per il cromo esavalente non esiste alcun motivo di preoccupazione per la qualità dell'acqua a uso domestico, ma i tecnici dell'Arpa e della Provincia scenderanno comunque immediatamente in campo per analizzare gli ottanta pozzi agricoli e industriali disseminati sul territorio compreso fra il quartiere Zingonia e Treviglio.

È la decisione maturata nella riunione convocata ieri dalla Regione per trovare le soluzioni utili a frenare l'inquinamento che sta interessando soprattutto la falda acquifera dei comuni di Ciserano, Arcene e Verdellino. Inquinamento che, data la pendenza del terreno da nord a sud, potrebbe arrivare a interessare anche i comuni di Lurano, Castel Rozzone, Caravaggio e Treviglio.

L'Asl, insieme ai gestori degli acquedotti pubblici, manterrà comunque alta la frequenza dei controlli. Nel frattempo anche la Provincia ha deciso di fare sul serio. Il fatto che l'acqua che finisce nella case sia potabile non nasconde il problema che sia in corso una contaminazione di cromo VI della falda acquifera. Quindi via Tasso ha deciso di mettere a disposizione dell'Arpa di Bergamo uomini e risorse economiche per effettuare, nel più breve tempo possibile, controlli ad ampio spettro.

Anche la Regione, che insieme alla Provincia ha messo a disposizione le risorse, è comunque pronta a scendere in campo con uomini e mezzi. Nel caso i controlli ad ampio spettro non forniscano i risultati sperati si procederà con carotaggi del sottosuolo. Conoscere con precisione l'area inquinata sarà fondamentale anche per scoprire la sorgente da cui proviene il cromo VI.

Nella riunione è emersa anche la possibilità che il colpevole non sia una ditta attualmente in attività. Troppo rigide attualmente le norme e i controlli perché una azienda possa scaricare senza essere scoperta. Il pensiero va quindi agli anni addietro quando il livello di attenzione era più basso. Non è da escludere che in passato una azienda, molto probabilmente dell'area industriale di Zingonia, abbia eliminato in maniera impropria materiale di scarto inquinante i cui effetti sull'ambiente si mostrano in tutta la loro gravità solo adesso.

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