Domenica 04 Ottobre 2009

Scuola-lavoro, l'Esperia
modello contro la crisi

L'Istituto tecnico industriale Paleocapa in campo per il rilancio e lo sviluppo della cultura tecnica. La gloriosa Esperia è stata infatti individuata come scuola di riferimento per il territorio bergamasco dal Club dei 15, il network delle associazioni industriali di Confindustria rappresentative delle province a più alta incidenza del manifatturiero nel Pil (prodotto interno lordo) locale.

CERCANSI PERITI

Il Club dei 15 ha elaborato un progetto, presentato in questi giorni a Tremezzo sul lago di Como in occasione del seminario che ha ufficializzato la nascita del Club, per rilanciare e sviluppare la cultura tecnica, valorizzando gli istituti secondari superiori. Quegli istituti che spesso risalgono alle scuole tecniche messe in piedi proprio da imprenditori di tre o quattro generazioni fa e che oggi potrebbero trovare ancora una volta nell'industria un supporto per riqualificarsi. «Ogni anno – ricorda il dirigente del Paleocapa, Michele Nicastri - le imprese a fronte di una necessità di periti di oltre 300 mila unità, ne trovano a disposizione solo 142 mila. C'è un gap di 181 mila diplomati che, purtroppo, non si trovano. Il fenomeno è tanto più critico quanto più si consideri che l'incidenza delle professioni tecniche sul totale dell'occupazione è passato in Italia dal 16% del 2000 al 22% del 2007, collocandosi al di sopra della media Ocse di cinque punti percentuali».

LIEVE RIPRESA
Dopo diciassette anni di calo costante, finalmente le iscrizioni agli istituti tecnici e professionali sono riprese con l'anno scolastico 2008-2009. Un timido +0,6% che non risolve il problema ma che va incoraggiato attraverso un orientamento mirato verso i giovani e le famiglie. Ecco allora il progetto elaborato dal Club dei 15 con l'idea di investire su attività, progetti, iniziative per avvicinare il mondo della scuola a quello dell'impresa, alle sue esigenze e ai suoi linguaggi. Del Club fanno parte, oltre alla nostra città, Ancona, Belluno, Biella, Brescia, Como, Lecco, Modena, Novara, Prato, Pordenone, Reggio Emilia, Treviso, Varese, Vicenza e Mantova. «In questo momento di crisi – sottolinea Alberto Barcella, past-presidente di Confindustria Bergamo e attuale responsabile del progetto all'interno del Club dei 15 – in cui il manifatturiero soffre in modo particolare, è indispensabile che le aziende guardino avanti con fiducia. Questo progetto va proprio in questa direzione e grazie al coinvolgimento diretto delle imprese cercheremo di orientare l'offerta formativa alle necessità del territorio, ma, soprattutto, con il prezioso contributo dei docenti si potrà offrire ai giovani una più ampia gamma di opportunità per accrescere le loro conoscenze e competenze».

IL PROGETTO
Già da quest'anno scolastico, infatti, grazie a una convenzione firmata tra il Miur e Confindustria, i 15 istituti tecnici individuati potranno iniziare a sperimentare la riforma degli istituti superiori. «Già da anni – precisa Nicastri – la nostra scuola lavora in sinergia con Confindustria su iniziative e percorsi di alternanza scuola-lavoro. Il fatto positivo che emerge da questo progetto del Club dei 15 è che un modello come il nostro fatto di buone pratiche diventi sistema diffuso su tutto il territorio».

fa.tinaglia

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